Regole e modalità di attuazione della procedura di adempimento collaborativo



Il regime di adempimento collaborativo è uno strumento finalizzato a promuovere forme di comunicazione e di cooperazione rafforzata tra il Fisco e i contribuenti dotati di un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, con l’obiettivo di aumentare il livello di certezza sulle questioni fiscali rilevanti. L’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento n. 101573 del 26 maggio 2017 ha definito le linee guida per l’attuazione di tale regime.

Come accennato, il provvedimento n. 101573/2017 definisce le linee guida della procedura di adempimento collaborativo, individuando:
– i doveri dell’Agenzia delle Entrate;
– i doveri del contribuente;
– le modalità di svolgimento della procedura di adempimento collaborativo;
– le cause di esclusione dal regime;
– le competenze per i controlli e per le attività relative al regime.

SOGGETTI INTERESSATI


In sede di prima applicazione, sono ammessi al regime di adempimento collaborativo esclusivamente:
– i soggetti residenti e non residenti il cui volume d’affari o ricavi non sia inferiore a 10 miliardi di euro;
– i soggetti residenti e non residenti con un volume d’affari o ricavi non inferiore a 1 miliardo di euro, a patto che abbiano presentato istanza di adesione al Progetto Pilota;
– le imprese che intendono dare esecuzione alla risposta dell’Agenzia fornita a seguito di istanza d’interpello sui nuovi investimenti, indipendentemente dal volume d’affari o di ricavi.
Sotto il profilo dei requisiti soggettivi, la partecipazione al regime è estesa anche alle società appartenenti al gruppo del soggetto che ha presentato domanda di ammissione e che svolgono nei confronti di esso funzioni di indirizzo in relazione al sistema di controllo del rischio fiscale.

DOVERI DELL’AGENZIA E DEL CONTRIBUENTE NELL’AMBITO DEL REGIME


I doveri dell’Agenzia delle Entrate sono declinati nell’impegno a:
– promuovere relazioni con il contribuente improntate a principi di collaborazione, correttezza e trasparenza;
– favorire un contesto fiscale di certezza fornendo risposte alle richieste avanzate dal contribuente nel più breve tempo possibile, con modalità e strumenti ben definiti;
– improntare la propria azione amministrativa a principi di uniformità e coerenza rispetto a quanto stabilito nell’ambito delle interlocuzioni preventive;
– comunicare periodicamente i risultati dell’attività di riscontro sull’operatività del sistema di controllo aziendale del rischio fiscale e il proprio punto di vista in merito all’architettura e all’efficacia dei controlli, nonché a collaborare fattivamente con il contribuente per l’implementazione degli eventuali interventi ritenuti necessari.
I doveri del contribuente, invece, riguardano l’impegno a:
– mantenere un efficace sistema di controllo interno per la valutazione del rischio fiscale;
– comunicare, in modo tempestivo ed esauriente, le situazioni suscettibili di generare rischi fiscali significativi e le operazioni che possono rientrare nella pianificazione fiscale aggressiva, condividendo con l’Agenzia delle entrate le informazioni relative al proprio sistema di controllo interno, nello spirito di collaborazione e trasparenza;
– promuovere una cultura aziendale improntata a principi di onestà, correttezza e rispetto della normativa tributaria, mediante la comunicazione di standard comportamentali coerenti con gli stessi a tutti i livelli aziendali;
– diffondere una cultura del controllo che si estenda oltre le relative funzioni aziendali e coinvolga l’intera organizzazione.

MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELLA PROCEDURA


Lo svolgimento della procedura è basato principalmente sul contraddittorio tra l’ufficio e il contribuente, attraverso un sistema di interlocuzioni costanti e preventive. Dopo l’ammissione al regime, l’ufficio invita l’impresa per il primo incontro con la partecipazione del legale rappresentante o di un procuratore (incontro di apertura). In tale circostanza vengono individuati i referenti di entrambe le parti per gestire i rapporti di interlocuzione (almeno due funzionari per l’ufficio; una o più persone per l’impresa). Negli esercizi successivi a quello di prima ammissione, l’incontro di apertura viene svolto entro 90 giorni dall’inizio del periodo di imposta. Nell’incontro di apertura o in un altro incontro successivo, vengono concordate le soglie di materialità quantitativa e qualitativa delle fattispecie in ordine alle quali si intendono operanti i doveri di collaborazione e trasparenza. Le fattispecie che non rientrano nei parametri concordati si intendono escluse dai doveri di comunicazione e i relativi rischi non si considerano significativi.
Fatta salva la facoltà del contribuente di presentare istanza di interpello abbreviato, relativamente a fattispecie concrete in relazione alle quali ravvisa rischi fiscali, la posizione dell’ufficio sui rischi fiscali comunicati è formalizzata, nel corso della procedura, mediante pareri motivati o altri strumenti idonei a garantire certezza preventiva sulle fattispecie esaminate. Le risposte, scritte e motivate, fornite dall’ufficio sono notificate o comunicate al contribuente mediante PEC, raccomandata AR o in mani proprie.
Con cadenza almeno annuale e comunque entro il termine di presentazione delle relative dichiarazioni fiscali viene effettuato l’incontro di chiusura della procedura nel corso del quale sono riepilogate le posizioni, con eventuale formazione di un “accordo di adempimento collaborativo”, e valutati gli esiti dei riscontri sull’operatività del sistema di controllo aziendale svolti dall’ufficio.

CAUSE DI ESCLUSIONE


L’ufficio, con provvedimento motivato, a mezzo lettera raccomandata, ovvero telematicamente, attraverso PEC, può dichiarare l’esclusione dei soggetti, precedentemente ammessi, dal regime di adempimento collaborativo, per la perdita dei requisiti ovvero per l’inosservanza degli impegni.
Tra le cause principali di esclusione dal regime di adempimento collaborativo vi sono:
– il conseguimento, per tre esercizi consecutivi, di volumi di affari o di ricavi significativamente inferiori ai limiti dimensionali stabiliti per l’ammissione, sempre che tale evento non dipenda da fattori di mercato, esogeni all’impresa e da essa non controllabili;
– la mancata comunicazione o individuazione di un rischio fiscale rilevante;
– la presenza di uno o più episodi gravi di mancata collaborazione o trasparenza;
– la condanna per reati tributari, con sentenza passata in giudicato, di amministratori, dirigenti o firmatari delle dichiarazioni fiscali dei soggetti ammessi al regime.
Entro 60 giorni dalla data della comunicazione il contribuente può presentare memorie a difesa del proprio operato.

UFFICI COMPETENTI


È attribuita all’Agenzia delle Entrate competenza esclusiva per il controllo delle dichiarazioni e del corretto adempimento degli altri obblighi tributari cui sono tenuti i contribuenti ammessi al regime di adempimento collaborativo, nonché per le attività relative al predetto regime, limitatamente ai periodi d’imposta per i quali lo stesso trova applicazione e in relazione ai tributi amministrati dalla medesima Agenzia.
In fase di prima applicazione, in particolare, è attribuita competenza in via esclusiva all’ufficio Cooperative compliance della Direzione Centrale Accertamento per:
– la gestione delle attività e gli ordinari poteri di controllo, nell’ambito dell’interlocuzione costante e preventiva, ivi inclusa la ricezione e la trattazione delle istanze per l’interpello abbreviato e la stipula degli accordi di “adempimento collaborativo”;
– la verifica dell’assenza di mutamenti nelle circostanze di fatto o di diritto rilevanti ai fini delle risposte rese o degli accordi sottoscritti nonché la corretta applicazione delle indicazioni date nelle risposte o il rispetto dei termini degli accordi;
– la ricezione e la trattazione delle istanze per l’interpello sui nuovi investimenti e la verifica della corretta applicazione dei pareri resi;
– i controlli relativi all’attività di riscontro sull’operatività del sistema di controllo interno del rischio fiscale;
– l’esercizio dei poteri istruttori finalizzati all’acquisizione di dati e notizie utili ai fini del controllo sostanziale delle dichiarazioni presentate dai contribuenti ammessi al regime, durante il periodo di applicazione del regime stesso.





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