Niente IRAP se la professionista neo mamma si avvale dell’aiuto di un terzo




Non paga l’IRAP, la professionista divenuta madre che si avvale della prestazione professionale di un collega, svolta per far fronte ad una situazione eccezionale, circoscritta ad un periodo di tempo limitato e legata all’impegno richiesto nella prima fase di vita del bambino (Corte di Cassazione – Sentenza 14 luglio 2017, n. 17463).

La Suprema Corte accoglie il ricorse della contribuente avvocato, avverso la sentenza della CTR, con la quale, in accoglimento dell’appello dell’Agenzia delle Entrate, ha rigettato il ricorso proposto dalla contribuente contro l’avviso di accertamento relativo ad IRAP.
Il giudice di appello ha rilevato che la contribuente si era avvalsa della collaborazione di una collega nell’espletamento dell’attività professionale e che aveva utilizzato beni strumentali ammortizzabili ed altri beni ammortizzati di elevato valore.
La ricorrente si duole del fatto che la CTR aveva del tutto obliterato la circostanza, mai contestata dall’Agenzia delle Entrate, che la contribuente era diventata madre di un bambino; di conseguenza, in via del tutto eccezionale e per un limitato periodo di tempo, si era avvalsa della collaborazione esterna e saltuaria di un giovane avvocato per pratiche specifiche, adempimenti di cancelleria e attività di ricerca, corrispondendo, solo in alcuni mesi, una modesta somma di retribuzione. Il giudice di appello, pertanto, aveva erroneamente ritenuto la sussistenza del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione, senza considerare che la collaborazione professionale di cui la contribuente si era avvalsa, stante l’eccezionalità della situazione, presentava i caratteri della occasionalità.
La Corte osserva che il giudice di appello, in relazione alla rilevanza del fattore lavoro ai fini della configurabilità del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione, ha osservato che la contribuente si era avvalsa della collaborazione di una collega nell’espletamento dell’attività professionale, come dimostrato dalle fatture prodotte a deduzione dei costi, dalle quali emergeva l’indicazione delle pratiche espletate dalla collaboratrice.
Nelle argomentazioni svolte dalla CTR manca qualsivoglia riferimento al fatto storico che la contribuente aveva avuto un figlio, con conseguente necessità per la madre di accudire il bambino, in particolare nel primo periodo di vita.
Ritiene la Corte che la circostanza relativa alla nascita del figlio ed alle ricadute di tale situazione sull’attività lavorativa della ricorrente, che ha costituito oggetto di discussione tra le parti, assuma il carattere della decisività, posto che la stessa, se fosse stata considerata dalla CTR, avrebbe potuto portare ad una decisione diversa. Tale circostanza, difatti, incide sulla individuazione della natura e finalità dell’attività svolta dalla collaboratrice della contribuente, ai fini del giudizio circa la occasionalità o meno della stessa, in quanto la prestazione professionale del terzo potrebbe essere stata svolta per far fronte ad una situazione eccezionale, circoscritta ad un periodo di tempo limitato e legata all’impegno richiesto nella prima fase di vita del bambino.






Link all’articolo originale

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi aggiornamenti utili per la tua attività

Condividi questo articolo

Ti potrebbe anche interessare...

Engineer And Apprentice Discussing Job Sheet In Factory
Circolare di Studio

Fondo Nuove Competenze, al via la seconda edizione

Fondo Nuove Competenze, Al Via La Seconda Edizione FNC, le novità Istituito presso l’Anpal dall’articolo 88 del “Decreto Rilancio”, il Fondo Nuove Competenze è un Fondo pubblico finalizzato a sostenere

Vuoi approfondire l'argomento ?

scrivici o telefonaci se vuoi maggiori informazioni

Red telephone on wooden table with notepad