Voluntary Disclosure bis: ecco gli ultimi chiarimenti




In vista della chiusura della procedura di collaborazione volontaria, fissata per il 31 luglio 2017, l’Agenzia delle Entrate ha fornito gli ultimi chiarimenti sul rischio doppia imposizione, sull’esonero da alcuni obblighi dichiarativi e sulle sanzioni per versamento carente (Agenzia Entrate – circolare 20 luglio 2017, n. 21/E).

Non vi è alcun rischio di doppia imposizione per chi aderisce alla voluntary disclosure bis. Infatti, si possono detrarre le imposte pagate all’estero a titolo definitivo relative a redditi di lavoro dipendente e autonomo in caso di omessa presentazione della dichiarazione o di omessa indicazione dei redditi esteri.


Tale possibilità si rivolge ai contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi in Italia ma hanno correttamente adempiuto agli obblighi fiscali nel paese dove hanno svolto l’attività lavorativa.


Il contribuente che aderisce è inoltre esonerato da alcuni obblighi dichiarativi, tra cui quelli relativi al monitoraggio fiscale; l’esenzione è limitata al 2016 e alla frazione del periodo d’imposta antecedente la data di presentazione dell’istanza di collaborazione volontaria. Chi aderisce alla procedura non è tenuto a dichiarare nemmeno l’imposta sul valore degli immobili situati all’estero (Ivie) e quella sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (Ivafe).


Qualora il versamento spontaneo effettuato dal contribuente sia carente, la disciplina della collaborazione volontaria precede l’applicazione di maggiorazioni sugli importi dovuti.


Di fatto, l’importo totale ottenuto a seguito delle operazioni di maggiorazione, compreso quanto già versato, non può essere superiore a quanto sarebbe dovuto in caso di mancata autoliquidazione da parte del contribuente.






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