La sentenza n. 8500/2021 della Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito che i termini di accertamento fiscale devono essere interpretati individualmente per ogni anno di imposta. Ogni anno rappresenta, infatti, un obbligo fiscale separato e autonomo. Di conseguenza, l’Amministrazione può sfidare la quota dedotta in ogni anno, anche quando un costo ha un impatto su più anni fiscali, come nel caso di ammortamenti, detrazioni pluriennali, crediti d’imposta o perdite riportate. Non è quindi necessario che l’Amministrazione intervenga nell’anno in cui si è verificato l’evento originale.
Questa decisione, tuttavia, può risultare in un’espansione “effettiva” del periodo di controllo fiscale per il contribuente. Parte della giurisprudenza di merito ha reagito in maniera contraria, sostenendo che le sfide devono essere ancorate all’evento originale (presupposti costitutivi), per evitare conclusioni paradossali.
La Legge delega 111/2023 aveva originariamente previsto che la decadenza iniziassero dal momento dell’evento originale per le voci pluriennali e le perdite. Tuttavia, i decreti attuativi finora emessi non hanno adottato questo criterio. Di conseguenza, la questione rimane ancora irrisolta e la pratica fiscale rimane incerta.
Infine, si fa presente che il contenuto sopra citato includeva un script per integrare Facebook con un sito web. Tuttavia, non essendo rilevante per il contesto di una sintesi in italiano, non è stato incluso nella traduzione.

