Convenzione contro le doppie imposizioni Italia – Svizzera: applicazione




Gli interessi percepiti a fronte dei finanziamenti concessi a persone fisiche residenti in Italia da parte di un istituto di credito residente in Svizzera, che non ha una stabile organizzazione in Italia, si può applicare l’aliquota convenzionale del 12,50 per cento direttamente nel modello di dichiarazione dei redditi. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 23 ottobre 2018, n. 41).

Si considerano prodotti in Italia i redditi di capitale, tra cui sono inclusi gli interessi, corrisposti dallo Stato, da soggetti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni nel territorio stesso di soggetti non residenti, con esclusione degli interessi e altri proventi derivanti da depositi e conti correnti bancari e postali. Ne consegue, pertanto, l’assoggettamento a imposizione in Italia degli interessi pagati da residenti nel territorio dello Stato alla Banca.
In linea generale, tutti i redditi di capitale percepiti da soggetti non residenti, compresi quelli realizzati nell’esercizio di attività commerciale senza stabile organizzazione in Italia, sono assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta.
Tuttavia, laddove gli interessi non siano corrisposti da un sostituto d’imposta, il soggetto non residente svolgente attività commerciale è tenuto ad assoggettare a imposizione i redditi prodotti in Italia presentando apposita dichiarazione.
La disciplina domestica deve essere armonizzata con le disposizioni di eventuali accordi internazionali conclusi dall’Italia.
La Repubblica Italiana ha concluso con la Confederazione Svizzera una Convenzione per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio. Tale Convenzione stabilisce il principio generale secondo cui gli interessi sono imponibili nello Stato di residenza del soggetto percettore e, prevede che tali interessi siano imponibili anche nello Stato della fonte ma, se la persona che percepisce gli interessi ne è l’effettivo beneficiario, l’imposta così applicata non può eccedere il 12,5 per cento dell’ammontare degli interessi.
La disposizione convenzionale, nell’introdurre una potestà impositiva concorrente dello Stato della fonte, si riferisce all’imposta da quest’ultimo applicata, limitandola al 12,5 per cento, senza circoscrivere l’aliquota ridotta ai casi in cui intervenga un sostituto d’imposta.
Alla luce della Convenzione, quindi, si ritiene che si possa godere del trattamento convenzionale più favorevole anche in relazione agli interessi corrisposti dai privati sprovvisti della qualifica di sostituto d’imposta.
Pertanto, in relazione agli interessi percepiti nel periodo d’imposta 2017 a fronte dei finanziamenti concessi a persone fisiche residenti in Italia, si può applicare l’aliquota convenzionale direttamente nel Modello Redditi SC 2018, Quadro RN, Rigo RN7, indicando in colonna 2 l’aliquota del 12,50 per cento.






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