Approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione del DL Sicurezza




La Camera ha approvato, in via definitiva, il disegno di legge di conversione, con modificazioni, del D.L. n. 113/2018, recante, tra l’altro, disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione.


Il Titolo I del decreto reca “Disposizioni in materia di rilascio di speciali permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario nonché in materia di protezione internazionale e di immigrazione”, ripercorriamone le principali novità. L’articolo 1 del cd. DL Sicurezza:
– abroga l’istituto del permesso di soggiorno per motivi umanitari;
– mantiene fattispecie eccezionali di temporanea tutela dello straniero per esigenze di carattere umanitario;
– mira ad enumerare e tipizzare siffatti permessi di soggiorno speciali;
– dispone in materia di controversie relative al rilascio dei permessi speciali.
Nel dettaglio, La lettera a) novella – a fini di coordinamento normativo con le nuove previsioni introdotte, sopra accennate – le disposizioni relative all’accordo di integrazione che lo straniero deve sottoscrivere (quale condizione necessaria per il rilascio del permesso), contestualmente alla presentazione della domanda di rilascio del permesso di soggiorno, impegnandosi a conseguire nel periodo di validità del permesso gli specifici obiettivi di integrazione.
La perdita integrale dei crediti determina la revoca del permesso di soggiorno e l’espulsione dello straniero dal territorio dello Stato, eseguita dal questore, ad eccezione che per lo straniero titolare di permesso di soggiorno per asilo, “per richiesta di asilo, per protezione sussidiaria, per motivi umanitari”, per motivi familiari, di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, di carta di soggiorno per familiare straniero di cittadino dell’Unione europea, nonché dello straniero titolare di altro permesso di soggiorno che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare. Tuttavia, la novella legislativa ha eliminato la menzione della titolarità del permesso di soggiorno per richiesta di asilo nonché – conformemente alla generale soppressione dell’istituto – del permesso di soggiorno per motivi umanitari.


In luogo del permesso di soggiorno per motivi umanitari, la novella richiama il permesso concesso dal questore per i motivi di cui all’articolo 19, commi 1 e 1.1 del Testo unico dell’immigrazione, vale a dire i permessi per i casi per i quali operi il divieto di espulsione e di respingimento – giacché in nessun caso può disporsi l’espulsione o il respingimento verso uno Stato in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali, ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione. Né sono ammessi il respingimento o l’espulsione o l’estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura.
Dei residui permessi di soggiorno per motivi riconducibili ad una forma di tutela per motivi umanitari, il Legislatore, mira a fornire una enumerazione che le tipizzi e circoscriva. Tale enumerazione emerge nella lettera b) del comma 1, la quale sopprime all’articolo 5 del Testo unico (relativo appunto al permesso di soggiorno), la menzione del permesso di soggiorno “per motivi umanitari”, sostituendovi l’enumerazione dei permessi speciali mantenuti ed ora introdotti, per alcuni particolari motivi:
– per cure mediche;
– per motivi di protezione sociale ossia per le vittime di violenza o di grave sfruttamento con concreti pericoli per l’incolumità dello straniero (ai sensi dell’articolo 18 del Testo unico);
– per le vittime di violenza domestica
– per situazioni di contingente ed eccezionale calamità, la quale non consenta allo straniero il rientro e la permanenza nel Paese di provenienza in condizioni di sicurezza;
– in casi di particolare sfruttamento del lavoratore straniero, il quale abbia presentato denuncia e cooperi nel procedimento penale instaurato contro il datore di lavoro (ai sensi dell’articolo 22, comma 12-quaterdel Testo unico);
– per atti di particolare valore civile (ai sensi del novello articolo 42-bisdel Testo unico);
– per i casi di non accoglimento della domanda di protezione internazionale e al contempo di non sottoponibilità dello straniero ad espulsione e respingimento verso uno Stato in cui egli possa essere oggetto di persecuzione per i motivi sopra illustrati.
 






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