Escluso il bollo sui duplicati del documento informatico



Con la recente Risposta a interpello n. 45 del 12 febbraio 2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, a differenza delle copie conformi di documenti analogici, i duplicati informatici di documenti amministrativi informatici non devono essere assoggettati a imposta di bollo.

In base alla normativa sull’imposta di bollo, la stessa si applica al rilascio delle copie dichiarate conformi all’originale di atti (rogati, ricevuti o autenticati da notai o da altri pubblici ufficiali), certificati, estratti di qualunque atto o documento.
A tal fine, per copia si intende la riproduzione, parziale o totale, di atti, documenti e registri dichiarata conforme all’originale da colui che l’ha rilasciata.
Il presupposto per l’applicazione dell’imposta di bollo, quindi, si realizza quando sulle copie è presente la dichiarazione di conformità all’originale redatta dal soggetto che rilascia la copia.
Diverso, invece, è il trattamento riservato ai duplicati informatici di documenti amministrativi di origine informatica.
A differenza delle copie, il duplicato informatico è il documento informatico ottenuto mediante la memorizzazione, sullo stesso dispositivo o su dispositivi diversi, della medesima sequenza di valori binari del documento originario.
I duplicati informatici, dunque, se prodotti in conformità alle linee guida del Codice dell’Amministrazione Digitale, hanno il medesimo valore giuridico, ad ogni effetto di legge, del documento informatico da cui sono tratti.
Dal punto di vista tecnico il duplicato è, pertanto, identico ed indistinguibile dall’originale e si ottiene replicando il file originale stesso, e pertanto, non è prevista alcuna dichiarazione di conformità all’originale.
Considerato che il presupposto per l’applicazione dell’imposta di bollo è dato dalla dichiarazione di conformità all’originale, ne deriva che il rilascio di duplicati informatici di un documento amministrativo informatico non deve essere assoggettato all’imposta di bollo.
L’imposta è dovuta, invece, per le copie informatiche di documenti informatici munite di dichiarazione di conformità all’originale attestata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato.





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