Coronavirus – Protocollo per le strutture socio-assistenziali della Regione Piemonte



Siglato il 31/3/2020, tra l’Unità di crisi – Regione Piemonte Prefetture Città Metropolitana Province del Piemonte, il Protocollo d’intesa per ulteriori misure di contenimento Covid-19 e indicazioni operative sull’assistenza territoriale e nelle strutture assistenziali e socio sanitarie, ivi comprese le Rsa

Nell’ambito dello scenario generale di emergenza sanitaria del momento attuale, nella Regione Piemonte è emersa la particolare situazione di vulnerabilità degli ospiti ricoverati nelle Residenze Sanitarie Assistenziali, che rappresentano la popolazione maggiormente esposta al rischio di complicanze conseguenti all’infezione da COVID 19 a causa dell’età avanzata degli stessi e della particolare incidenza di fattori di comorbilità.
Il presente Protocollo, pertanto, contiene linee guida per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti delle Residenze Sanitarie Assistenziali, adottate a seguito di un capillare monitoraggio a livello regionale delle singole strutture e dei relativi contesti di assistenza e di criticità.
La prosecuzione delle attività delle medesime dovrà, infatti, avvenire in presenza di condizioni che assicurino alle persone che vi sono ospitate e al personale ivi impegnato adeguati livelli di protezione.
È obiettivo prioritario assicurare il reperimento delle qualifiche professionali di ambito socio-sanitario anche attraverso misure di carattere straordinario, finalizzate a fronteggiare l’emergenza determinata dalla diffusività del contagio, affinché le strutture territoriali pubbliche e private che erogano prestazioni sociosanitarie e socio assistenziali in regime residenziale e semi-residenziale proseguano la loro attività, nel rispetto delle misure precauzionali di contenimento del rischio, garantendo ai pazienti la continuità dell’assistenza nelle condizioni di massima sicurezza e al personale di operare al minor livello di rischio possibile, nel rispetto di quanto previsto dal decreto legge n. 9 del 2/3/2020 e dal D.P.C.M. 4/3/2020.
Le parti, pertanto, concordano quanto segue:


1. La Regione Piemonte predispone un sistema di mappatura messo in atto dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte relativo al monitoraggio continuo delle singole RSA operanti sul territorio regionale.
Nella piattaforma sarà possibile verificare di tutti i residenti:
a) i cittadini risultati positivi al COVID-19;
b) i cittadini posti in quarantena;
c) i cittadini che, contratto il COVID-19, siano divenuti negativi.
La Regione Piemonte valuterà la possibile attuazione su tutto il personale e gli ospiti presenti all’interno delle RSA di un programma graduale di monitoraggio sierologico secondo i risultati della sperimentazione già in corso.
2. Le strutture assistenziali e socio-sanitarie, ivi comprese le RSA, devono garantire alle persone che vi sono ospitate e ai lavoratori che vi sono impiegati adeguati livelli di protezione, assicurando l’efficace isolamento all’interno della struttura sociosanitaria degli ospiti risultati positivi al contagio da Covid-19 e sottoposti a regime di quarantena.
Il personale socio sanitario in quarantena potrà essere ricollocato all’interno di strutture di ricovero alternative (es. alberghi) situate nelle vicinanze.
3. Nelle Residenze Sanitarie Assistenziali è consentito convertire una parte del monte-ore di assistenza tutelare in monte-ore assegnato al servizio infermieristico, come previsto dalla Deliberazione della Giunta Regionale Piemonte 20/3/2020, n.4-1141.
E’ possibile assolvere a parte del monte-ore O.S.S. con operatori a supporto, ovvero che lavorino sempre in affiancamento a un O.S.S., che:
– stiano frequentando un corso O.S.S.;
– abbiano conseguito l’attestato di qualifica professionale di assistente familiare;
– abbiano svolto, con regolare contratto di lavoro, per almeno 6 mesi, anche non consecutivi, mansioni di assistenza al domicilio di anziani non autosufficienti o disabili;
– a conclusione di un corso di studio di istruzione superiore della durata di 5 anni che si conclude con il rilascio di un diploma di maturità, abbiano conseguito il diploma di Tecnico dei Servizi Socio-Sanitari;
– abbiano conseguito la laurea triennale in Educazione Professionale (classe di laurea L/SNT2);
– siano in possesso del titolo di infermiere volontario (D.Lgs. n. 66 del 2010, art. 1729 c.c. e ss.).
Nelle Residenze Sanitarie Assistenziali è consentito assolvere il monte-ore richiesto, per una determinata professionalità, con operatori in possesso della qualifica abilitante a svolgerla, che siano disponibili a prestare attività lavorativa a titolo volontario o che siano collocati in quiescenza.
4. Nelle strutture, in cui sia stato accertato un caso di contagio da Covid-19 o vi siano casi sospetti, si dovranno adottare tutte le misure igienico-sanitarie necessarie ad evitare il rischio della diffusione del contagio agli altri ospiti presenti nella struttura e agli O.S.S., che ivi prestino la propria attività lavorativa, limitando gli spostamenti di questi ultimi ai soli casi necessitati.
5. Le Province piemontesi, al fine di coordinare e monitorare l’attuazione del presente Protocollo, istituiscono, d’intesa con la Prefettura territorialmente competente, Cabine di regia in cui siano rappresentati tutti gli attori delle RSA piemontesi: associazioni datoriali, Ordini professionali e Organizzazioni sindacali rappresentanti gli operatori, associazioni di pazienti e familiari maggiormente rappresentative, associazioni di rappresentanza degli Enti locali, nonché un rappresentante degli Enti gestori e dell’ASL di competenza.





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