È negativo il giudizio del Consiglio Nazionale dei Commercialisti e degli Esperti Contabili sugli aspetti fiscali e contabili del “Decreto Liquidità” del Governo (CNDCEC – Comunicato 7 aprile 2020).
Per Miani, il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, le perplessità riguardano:
– persistente brevità del periodo di sospensione dei versamenti,
– eccessiva prossimità della data di ripresa della riscossione dei versamenti sospesi e del relativo periodo di rateazione,
– ulteriore complessità normativa.
Inoltre, Miani, pur apprezzando l’impianto complessivo degli interventi sulla liquidità da garantire alle imprese, ha però espresso “perplessità su tempi e finalizzazione dell’intera operazione”. “Se quello per i finanziamenti fino ai 25mila euro sembra un meccanismo abbastanza semplice – ha spiegato – per tutto il resto, dove la garanzia dello Stato non è al 100% e sono previste istruttorie da parte delle banche, siamo un po’ perplessi sui tempi e anche sulla finalizzazione di questi finanziamenti. Sui tempi in primis, perché comunque ci sarà l’intero mondo delle imprese che si rivolgerà alle banche per avere liquidità e quindi l’evasione delle pratiche sarà presumibilmente lunga e difficile. Lasciano perplessi anche i termini per la restituzione: due anni per il preammortamento e sei anni per la restituzione sono probabilmente troppo poco. Alla fine quest’anno viene concesso tutto, ma poi i debiti andranno comunque rimborsati e contestualmente molti saranno chiamati a ricapitalizzare: non sarà affatto una cosa semplice”.
Il preidente ha poi sottolineato il ruolo che avranno i commercialisti in questa fase. “Essendoci dalle istruttorie da predisporre – ha detto – il lavoro che dovremo svolgere per assistere i nostri clienti nella presentazione della documentazione alle banche sarà determinante anche in questo caso. Ora servono procedure semplificate”.
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