Firmato il 20/4/2020, tra Confindustria Bergamo, Compagnia delle opere, Confartigianato Bergamo, Confimi Apindustria Bergamo, Cna Bergamo, LIa-Liberi Imprenditori Associati, Unione Artigiani Bergamo e Cgil Bergamo, Cisl Bergamo, Uil Bergamo, il Protocollo Territoriale per la sicurezza nelle aziende
Le parti territoriali della provincia di Bergamo sottoscritte, al fine di supportare con maggiore efficacia e specificità i lavoratori e le imprese del territorio bergamasco nella gestione dell’emergenza sanitaria COVID 19, ferme restando le indicazioni di sospensione delle attività e relative deroghe, emanate dalle autorità competenti a livello nazionale, alle cui disposizioni si rimettono, hanno condiviso il protocollo nazionale sottoscritto in data 14/3/2020 dalle Organizzazioni datoriali e CGIL, CISL e UIL, integrandolo, per quanto riguarda le unità produttive in provincia di Bergamo, da ulteriori punti che descrivono in maniera più dettagliata e precisa alcuni aspetti relativi alla sicurezza aziendale. In particolare:
Rientri al lavoro:
I rientri al lavoro con modalità graduali verranno disposti – sia in caso di previo utilizzo degli ammortizzatori sodali sia in caso di previo utilizzo di altri istituti (ferie, rol, permessi) – raccogliendo dai preposti le esigenze del singoli uffici/reparti e verificandone la compatibilità con le vigenti prescrizioni sanitarie nonché con i contenuti del presente protocollo di sicurezza anti-contagio (eventuale: anche in caso di rotazione). Verrà valutata in particolare l’apertura dei reparti strettamente necessari alla produzione, con modalità atte a diminuire i contatti entro i limiti previsti dalle prescrizioni sanitarie e verrà mantenuto il più possibile l’utilizzo dello smart working. Nella gestione dei rientri si applicheranno le disposizioni sugli obblighi di confronto e accordo sindacale previsti dai singoli CCNL di riferimento.
Organismi paritetici:
Le parti prendono atto che le competenze degli organismi paritetici territoriali costituiti, ai sensi e per gli effetti del D.Lgs. 81/2008, dalle associazioni datoriali e dei lavoratori rappresentate, sono estese anche ad adempimenti finalizzati alla segnalazione e controllo delle situazioni che si realizzano in azienda, e alla promozione dell’elaborazione periodica, da parte dell’ATS od altra autorità sanitaria, di note informative sull’adeguamento del protocollo all’evoluzione dell’epidemia e delle relative conoscenze scientifiche.
D’intesa con le ATS, è stata altresì condivisa una proposta applicativa del protocollo nazionale per le unità produttive in provincia di Bergamo, relativa agli ambienti di lavoro non sanitari, che si riporta in allegato. Tale proposta potrà essere oggetto di specifico adattamento da parte di ciascun Organismo Paritetico Provinciale quivi rappresentato, con riguardo alle peculiarità di settore. In ogni caso, la proposta si considera cedevole rispetto ad eventuali nuove prescrizioni o modifiche della regolamentazione sanitaria o adeguamenti del protocollo nazionale, anche settoriali. La presente determinazione non preclude inoltre l’applicazione di eventuali linee guida regionali prodotte dalle parti sociali.
Ulteriori disposizioni a tutela
Le parti hanno poi descritto in maniera dettagliata e puntuale una serie di regole da seguire, finalizzate alla tutela e alla sicurezza dei lavoratori all’interno dell’azienda, relative, tra l’altro, ai dispositivi di protezione da contagio, alle misure organizzative da adottare all’interno degli stabilimenti, dei magazzini e degli uffici per garantire il distanziamento sociale, ai controlli sanitari specifici per prevenire e arginare ogni possibilità di contagio.
Infine, per l’applicazione e la verifica delle regole inserite nel presente documento si procede con il comitato (composto ad es. da RSPP, RLS/RSU, Medico Competente etc.) di cui all’art.13 del protocollo nazionale del 14/3/2020. (E’ opportuno dare informazione ai lavoratori dell’avvenuta costituzione del comitato).

