Rettificazione di attribuzione di sesso: inammissibili le questioni sul “terzo genere”; irragionevole l’autorizzazione all’intervento chirurgico se la transizione è già compiuta

La Corte costituzionale con la sentenza n. 143 ha deciso le questioni sollevate dal Tribunale di Bolzano riguardo alla rettificazione dell’attribuzione del sesso. Le questioni riguardanti l’introduzione di un genere “non binario” sono state dichiarate inammissibili, poiché richiederebbero un intervento legislativo di sistema. Tuttavia, la Corte ha sottolineato che la percezione di non appartenere al genere maschile o femminile può generare disagio e sollevare questioni di dignità sociale e salute, portando alla necessità di attenzione da parte del legislatore. Inoltre, è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’obbligo di autorizzazione giudiziale per il trattamento medico-chirurgico nella rettificazione dell’attribuzione del sesso, se le modifiche fisiche sono già avvenute con altri metodi come terapie ormonali e supporto psicologico. Tale obbligo violerebbe il principio di ragionevolezza e non sarebbe più in linea con lo scopo della legge.

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