È avvenuto il primo confronto ufficiale presso il Mimit tra le parti coinvolte nella vertenza Speedline, la società specializzata nella produzione di componenti di alta gamma per il settore automobilistico, e in particolare cerchi in lega di alluminio, in seguito all’avvio dell’amministrazione straordinaria dell’azienda. Alla riunione hanno preso parte il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso, il sottosegretario con delega alle crisi di impresa Fausta Bergamotto, i commissari straordinari Maurizio Castro, Giovanni Patti e Alfonso Celotto, e rappresentanti delle organizzazioni sindacali, della Regione Veneto e degli enti locali.
Il ministro Urso ha incaricato i commissari straordinari di trovare una soluzione rapida e che tenga conto della situazione occupazionale dei 264 dipendenti dell’azienda. Il Ministro ha inoltre dato mandato ai Commissari di verificare eventuali responsabilità delle precedenti gestioni che hanno portato alla dichiarazione di stato di insolvenza, avvenuta il 18 ottobre 2024.
Nel corso del suo intervento, il Ministro Urso ha ribadito l’importanza del marchio Speedline per il Made in Italy e l’esigenza di trovare un player che sia disposto a investire e a rilanciare l’azienda. Ha inoltre precisato che qualsiasi responsabilità eventualmente individuata in relazione alla gestione dei fondi di investimento durante la precedente amministrazione sarà affrontata con rigore e trasparenza.
Alla fine dell’incontro, il Mimit si è impegnato a riunire nuovamente tutte le parti coinvolte non appena emergeranno nuovi elementi di rilievo. Il Mimit ha sottolineato la sua volontà di contrastare modelli operativi ambigui e di garantire la salvaguardia dell’asset produttivo e dei lavoratori dell’azienda. Il confronto si è concluso senza un accordo definitivo, ma con l’impegno di tutti a lavorare per una soluzione tempestiva e soddisfacente per tutte le parti coinvolte. In questo modo, il Mimit conferma il suo ruolo chiave nel supporto alle imprese in difficoltà e nel preservare i posti di lavoro a rischio.

