In risposta a un quesito sull’applicazione del regime agevolativo per i lavoratori impatriati a partire dal 2024, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che i redditi dei lavoratori che trasferiscono la residenza in Italia entro il limite di 600.000 euro concorrono al reddito complessivo al 50%. Le condizioni per beneficiare di questo regime includono il vincolo di residenza fiscale in Italia per un periodo corrispondente a quello di cui al comma 3, l’assenza di residenza in Italia nei tre anni precedenti il trasferimento, e il possesso di qualifiche elevate o specializzate. La base imponibile sarà ridotta al 40% se il lavoratore si trasferisce in Italia con un figlio minore o se nasce un figlio durante il periodo di fruizione del regime.
L’Agenzia chiarisce che il regime può essere applicato anche se il lavoratore si trasferisce in Italia per lavorare per lo stesso datore di lavoro per il quale lavorava all’estero. Il periodo minimo di permanenza all’estero aumenta da tre anni a sei o sette, a seconda se sia lo stesso datore di lavoro o un datore di lavoro diverso all’estero. Nel caso specifico di un lavoratore che torna in Italia per lavorare per la stessa società con cui aveva lavorato all’estero, se rispetta tutte le condizioni richieste, può beneficiare del regime agevolativo a partire dall’anno fiscale di ritorno in Italia e per i quattro anni successivi, dichiarando di essere stato residente all’estero per almeno 6 anni.
In sintesi, il regime agevolativo per i lavoratori impatriati prevede una riduzione della base imponibile al 50% per redditi fino a 600.000 euro, con la possibilità di ridurla ulteriormente al 40% in presenza di figli minori. Le condizioni per beneficiare di questo regime includono la residenza fiscale in Italia, l’assenza di residenza in Italia nei tre anni precedenti e il possesso di qualifiche elevate o specializzate. Questo regime può essere applicato anche se il lavoratore torna in Italia per lavorare per lo stesso datore di lavoro con cui lavorava all’estero, con un periodo minimo di permanenza all’estero che può variare da sei a sette anni a seconda delle circostanze.

