Decree on self-employment incentives in green and digital sectors signed

Il decreto che regola gli incentivi per l’autoimpiego nei settori chiave per lo sviluppo di nuove tecnologie e la transizione digitale ed ecologica è stato firmato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con vari altri ministeri. Il provvedimento è stato sottoposto a controllo ed ora sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Il decreto stabilisce i criteri richiesti per usufruire dell’incentivo da parte delle aziende operative in settori strategici. In particolare, per ottenere il beneficio, è importante la percentuale media degli investimenti in tecnologie verdi e digitali rispetto al totale delle risorse investite dall’azienda, la media della domanda di lavoro e i valori medi di competitività dell’azienda per ogni singolo dipendente rispetto a ricavi totali, salario medio e investimento totale in tecnologie digitali e verdi.

Il decreto prevede due tipi di contributi. Il primo è specifico per le attività imprenditoriali avviate da persone disoccupate con meno di 35 anni tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025 in settori strategici individuati dal decreto. Per loro è previsto un contributo di 500 euro al mese, erogati in anticipo annualmente dall’INPS, per un massimo di tre anni e al più entro la fine del 2028.

Il secondo contributo è destinato alle aziende che assumono persone sotto i 35 anni con contratti a tempo indeterminato. Queste riceveranno fino a 800 euro al mese per ogni dipendente in esonero contributivo totale per i contratti firmati tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025, sempre per un massimo di tre anni e al più fino al 31 dicembre 2028.

Tuttavia, i datori di lavoro dovranno continuare a pagare i contributi dovuti all’INAIL. L’incentivo è riservato alle piccole imprese e non si applica ai lavoratori domestici o ad apprendisti. L’esonero non è combinabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento, ma è compatibile con la maxi-deduzione per nuove assunzioni introdotta dalla riforma dell’IRPEF e prorogata fino al 2027. Le domande devono essere presentate esclusivamente online all’INPS, che verificherà l’ammissibilità e, se positiva, quantificherà gli importi fruibili per ogni anno dal datore di lavoro.

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