La transizione energetica è una priorità e viene incoraggiata una transizione verso un sistema energetico sostenibile e a basse emissioni. Gli emendamenti approvati alla Camera per la conversione in legge del decreto bollette hanno introdotto una deroga temporanea al regime fiscale per la tassazione delle auto aziendali, in vigore fino al 31 dicembre 2024. In particolare, l’imponibile fiscale è calcolato in base alle emissioni di CO2 dei veicoli, secondo certe percentuali.
Dal 1° gennaio 2025, la legge di bilancio modifica il metodo di calcolo per il reddito da lavoro dipendente relativo all’uso di auto aziendali. Il costo per una percorrenza di 15.000 km è calcolato sul 50% di una base standard di costi, nota come “costo chilometrico convenzionale”. Questo metodo sarà applicato dal periodo fiscale successivo e l’importo può essere diminuito se al dipendente viene trattenuta una quota del costo del veicolo. Veicoli elettrici o ibridi plug-in sono soggetti a percentuali più basse.
È stato approvato un emendamento al disegno di legge di conversione del decreto bollette relativo al trattamento fiscale delle auto aziendali inquinanti. Chi ha ricevuto o ha ordinato un’auto aziendale entro il 31 dicembre 2024 continuerà a seguire le vecchie regole fiscali. Questo è stato fatto per proteggere le aziende che avevano già programmato acquisti o leasing prima dell’introduzione delle nuove normative.
Le risorse disponibili per questa deroga sono limitate: 8,3 milioni di euro per il 2025, 9,5 milioni di euro per il 2026 e il 2027 e 1,2 milioni di euro per il 2028.
La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha pubblicato un documento sulle nuove regolamentazioni, sottolineando l’impatto sulle indennità forfettarie e la necessità di chiarimenti normativi per i casi in cui l’immatricolazione e l’assegnazione del veicolo avvengano tra il 2024 e il 2025. Il documento fornisce anche indicazioni pratiche per orientarsi nel nuovo panorama normativo.
Nel contempo, a partire da gennaio, le spese di viaggio per vitto, alloggio e trasporti saranno esenti da tassazione solo se pagate con strumenti tracciabili. Se non vengono pagate in questo modo, tali spese saranno considerate come reddito imponibile e non saranno deducibili per l’azienda.

