Il Presidente statunitense Donald Trump ha deciso di interrompere per 90 giorni l’applicazione di dazi su beni provenienti da paesi che non aderiscono alle sue politiche tariffarie, ad eccezione della Cina. Questa decisione solleva dubbi sugli effetti che tale mossa potrebbe avere sulle politiche di interesse, soprattutto in vista della riunione della BCE prevista per il 17 aprile 2025.
Gli operatori finanziari si aspettavano un taglio di 0,25 punti percentuali del tasso di interesse da parte della BCE, che potrebbe essere giustificata dal lento andamento economico e dalla bassa inflazione provocati dai dazi. Tuttavia, la recente decisione dell’amministrazione Trump potrebbe cambiare queste previsioni.
Nel frattempo, negli Stati Uniti, l’asta dei titoli di stato a 30 anni non ha riscosso successo, al contrario di quella a 10 anni, che ha invece registrato un ottimo livello di domanda. Quest’ultima è stata all’origine della decisione di Trump di escludere la Cina dall’elenco dei paesi a cui sono stati eliminati i dazi, un’azione che potrebbe indurre il governo cinese a replicare imponendo nuovi dazi o riducendo l’acquisto di debito americano, con possibili ripercussioni sui mercati finanziari globali.
La politica tariffaria adottata dal Presidente Trump ha riscosso sinora reazioni contrastanti sia a livello nazionale che internazionale, aumentando al contempo l’incertezza in merito all’andamento futuro dell’economia mondiale. Sono pertanto attendibili ulteriori sviluppi in seguito alla riunione della BCE del prossimo aprile, nonché ulteriori reazioni da parte della Cina con possibili effetti sugli equilibri economici globali.

