Il mercato italiano delle locazioni brevi (affitti con durata non superiore a 30 giorni), ha registrato una forte crescita nel 2023, dichiarando un reddito imponibile di 438 milioni di euro, rispetto ai 270 milioni dell’anno precedente. Questo tipo di locazioni può essere soggetto alla cedolare secca con un’aliquota fiscale del 21%, che può aumentare fino al 26% a partire dal secondo immobile in possesso.
Secondo un rapporto del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), nel 2023 i contribuenti italiani ammontavano a oltre 42,5 milioni, con un reddito totale dichiarato di 1.027,7 miliardi di euro. In media, ogni contribuente ha dichiarato un reddito di 24.830 euro. La regione Lombardia ha registrato il reddito medio più alto, con 29.120 euro per contribuente, mentre la Calabria ha avuto il reddito medio più basso, con 18.230 euro per contribuente.
Il reddito medio dichiarato da coloro che lavorano in maniera autonoma è stato di 70.360 euro, mentre i lavoratori dipendenti hanno dichiarato in media 23.290 euro e i pensionati 21.260 euro. Nel complesso, l’imposta netta complessiva dichiarata dai contribuenti italiani nel 2023 è stata di 189,9 miliardi di euro.
Il rapporto del Mef mostra inoltre che l’addizionale Irpef a livello regionale ha raggiunto i 15,2 miliardi di euro, mentre quella a livello comunale è stata di 6,3 miliardi. Questi dati sottolineano l’importanza del settore delle locazioni brevi nel panorama economico italiano e la sua crescente rilevanza come fonte di reddito per i contribuenti.

