Regime fiscale delle donazioni per la riduzione del canone di locazione

L’Agenzia delle entrate ha risposto ad una richiesta di chiarimenti da parte di un Istante che ha stipulato un contratto di “locazione concordato” e intende richiedere un contributo per la riduzione del canone di locazione. Per accedere al contributo, l’Istante deve formalizzare la riduzione del canone attraverso una scrittura privata e registrare l’atto presso l’Agenzia delle entrate. Si chiede se il regime della cedolare secca possa essere applicato anche al contributo erogato dal Comune in caso di riduzione del canone.

L’Agenzia spiega che i beneficiari diretti del contributo sono i proprietari di alloggi che abbiano rinegoziato il contratto di locazione, mentre i beneficiari indiretti sono i conduttori. Per accedere al contributo, è necessario stipulare un atto di rinegoziazione tra le parti, registrarlo e garantire una riduzione del canone di almeno il 20% per almeno 6 mesi, con un limite massimo mensile di €800.

Dal punto di vista fiscale, l’Agenzia osserva che il reddito dei fabbricati è determinato dalle tariffe d’estimo, ma in caso di canoni di locazione superiori al reddito medio ordinario, si determina il reddito in base al canone effettivo. Si può anche applicare il regime della cedolare secca in determinati casi.

Infine, vengono affrontati gli aspetti fiscali legati al contributo erogato dal Comune, che costituisce reddito della stessa categoria del canone di locazione e deve essere considerato ai fini della determinazione del reddito fondiario derivante da immobili locati, secondo i criteri generali previsti dal TUIR.

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