L’Agenzia delle entrate ha delineato i criteri per il controllo preventivo delle dichiarazioni dei redditi relative al modello 730/2025, specialmente quelle a rimborso (provvedimento del 1 luglio 2025, n. 277593). I controlli preventivi possono essere applicati a dichiarazioni presentate direttamente dai contribuenti o tramite sostituti d’imposta, CAF (Centri di Assistenza Fiscale) o professionisti abilitati.
Le dichiarazioni oggetto di questi controlli sono quelle che portano a un rimborso e che presentano modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata, influenzando la determinazione del reddito o dell’imposta. Ulteriori motivi per il controllo includono modifiche che risultano incoerenti rispetto ai criteri stabiliti nel provvedimento o che determinano un rimborso superiore a 4.000 euro.
Gli elementi di incoerenza che possono attivare un controllo preventivo sono vari. Tra questi rientrano scostamenti significativi nei dati dei modelli di versamento, nelle certificazioni uniche e nelle dichiarazioni degli anni precedenti. Inoltre, la presenza di elementi incoerenti rispetto ai dati forniti da enti esterni o presenti nelle certificazioni uniche può portare a un controllo. Infine, situazioni di rischio identificabili in base a irregolarità verificate negli anni passati rappresentano un ulteriore motivo di selezione.
L’Agenzia delle entrate ha la facoltà di effettuare i controlli preventivi in modo automatizzato o attraverso la verifica della documentazione giustificativa. Tali controlli devono essere effettuati entro quattro mesi dal termine per la trasmissione delle dichiarazioni o dalla data di trasmissione se questa avviene successivamente al termine.
Una volta conclusi i controlli preventivi, il rimborso dovuto verrà erogato dall’Agenzia entro il sesto mese successivo al termine fissato per la trasmissione della dichiarazione, o dalla data di trasmissione se questa è successiva.

