Rinuncia ai dividendi da parte di soci privati: nessuna sopravvenienza attiva per la società con obbligo di ritenuta del 26%

L’Agenzia delle Entrate, nella risposta a interpello n.182/2025, ha chiarito che i soci persone fisiche non esercenti attività imprenditoriali che rinunciano ai crediti sui dividendi deliberati non genereranno una sopravvenienza attiva per la società secondo l’articolo 88, comma 4-bis, TUIR. Nonostante ciò, una volta che i dividendi sono deliberati, sono considerati “giuridicamente incassati” dai soci, anche se non sono fisicamente percepiti. Quindi, devono essere soggetti a una ritenuta d’imposta del 26%, secondo l’articolo 27, DPR 600/1973. La responsabilità di questa tassa rimane a carico della società in qualità di sostituto d’imposta.

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