Il Decreto Ministeriale 125/2025 riguarda la vigilanza, il controllo e il monitoraggio degli Enti del Terzo Settore (ETS) iscritti nelle sezioni a), b), c), e) e g) del RUNTS. È previsto un regime di controlli regolari ogni tre anni da parte del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RAN) e del Centro di Servizio per il Volontariato (CSV), oltre a controlli straordinari da parte degli Uffici del RUNTS.
I risultati dei controlli sono riportati in verbali unificati e i termini per la chiusura dei controlli sono di 90 giorni. Le comunicazioni vengono effettuate via PEC (Posta Elettronica Certificata). I controllore (che possono essere sia dipendenti che professionisti) devono avere una formazione minima di 40 ore e un’esperienza triennale. Devono inoltre partecipare a cicli di aggiornamento ogni tre anni per almeno 20 ore.
In caso di irregolarità rilevate durante i controlli, le conseguenze variano a seconda della gravità. Se le irregolarità possono essere corrette, l’ente è diffidato con un termine che varia tra i 30 e i 180 giorni. Le irregolarità gravi, invece, o l’impossibilità di rintracciare l’ente comportano la cancellazione dell’iscrizione al RUNTS in base all’articolo 50 del Codice del Terzo Settore (CTS). Per le fondazioni si applicano i poteri previsti dall’art. 90 del CTS.
Il DM prevede anche la possibilità di sanzioni amministrative, oltre alla ripartizione di incentivi economici e l’erogazione anticipata dei contributi, pari al 60% dei finanziamenti programmati.
I dettagli del DM 125/2025 rappresentano una guida alla normativa di riferimento per gli enti del terzo settore, stabilendo le procedure di vigilanza e controllo per garantire la trasparenza e l’efficienza in questo settore e fornendo anche i dettagli sulle sanzioni per le organizzazioni che non rispettano le norme.
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