A partire dal 1° gennaio 2026 le disposizioni del bonus nido e del contributo per il supporto domiciliare sono state resi più “attraenti”. Le domande saranno valide per gli anni successivi fino ad agosto del terzo anno di vita del bambino, a patto che i requisiti di cittadinanza, residenza e età rimangano invariati. L’Inps, l’istituto previdenziale italiano, ha spiegato che il bonus può essere utilizzato per coprire i costi delle rette per nidi, micronidi, sezioni primavera e servizi educativi domiciliari che siano riconosciuti e accreditati, ma non può essere usato per centri di svago o per servizi che includono bambini accompagnati da un adulto. Negli anni successivi, chi ne fa richiesta deve prenotare le risorse annuali e fornire una prova di pagamento o una certificazione pediatrica in caso di malattie croniche gravi.
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