Il 1° ottobre 2025, si terrà la prima sessione di negoziazioni all’Aran per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) del settore per il periodo 2022-2024. Tuttavia, il sindacato Fp-Cgil ha espresso delusione per il fatto che le direttive governative non includano le risorse per l’indennità di specificità professionale, finanziate per il 2026 ma attualmente bloccate fino al prossimo rinnovo.
Queste risorse, che equivalgono a circa 180 euro grossi al mese per ogni professionista, sarebbero utili per compensare la riduzione del finanziamento del CCNL. Il sindacato sottolinea che l’aumento salariale previsto dal rinnovo, del 5,78%, non è sufficiente a coprire l’inflazione del triennio considerato, che si aggira intorno al 17%. Di conseguenza, il sindacato chiede al Governo di sbloccare queste risorse per colmare la differenza tra aumenti salariali e inflazione.
A livello legislativo, si propone di migliorare il regolamento sull’orario di lavoro al fine di prevenire l’uso eccessivo di straordinari e di valorizzare economicamente i nuovi assunti e le varie posizioni. Nonostante il sindacato riconosca l’importanza dell’avvio delle trattative, esprime disappunto per l’assenza di risorse per l’indennità di specificità professionale, già finanziata ma attualmente congelata. Queste risorse, che ammontano a circa 180 euro al mese per ciascun professionista, potrebbero aiutare a compensare la riduzione dei finanziamenti del CCNL.

