Il 29 dicembre 2025 è stato l’ultimo giorno disponibile per l’acconto IVA 2025, una scadenza posticipata rispetto al termine ordinario del 27 dicembre, che era un sabato. Tutti i soggetti passivi IVA che effettuano liquidazioni periodiche, sia mensili che trimestrali, erano tenuti a rispettare questa scadenza, con l’eccezione di coloro il cui acconto era inferiore a 103,29 euro.
Per determinare l’importo dell’acconto, si poteva scegliere tra vari metodi. Questi comprendevano il metodo storico, il metodo previsionale e il metodo analitico. Il pagamento doveva essere effettuato utilizzando il modello F24 e i codici tributo 6013 o 6035. Non era consentito pagare in rate.
Se il pagamento non era stato effettuato o era insufficiente, i contribuenti potevano regolarizzare la loro situazione con il ravvedimento operoso. Dopo una riforma delle sanzioni entrata in vigore il 1° settembre 2024, la penalità base per il mancato pagamento è del 25% dell’imposta dovuta. Tuttavia, questa percentuale può essere ridotta se il ravvedimento è tempestivo. Inoltre, sono dovuti anche gli interessi.
La programmazione inserita fa riferimento a un codice javascript, in particolare al Facebook SDK, uno strumento che consente l’integrazione di diverse funzioni di Facebook in un sito web o in un’app. Con questo SDK, gli sviluppatori possono far sì che i loro utenti condividano contenuti, inviino oggetti Open Graph, gestiscano l’accesso a Facebook e altro ancora. Tuttavia, questo non ha rilevanza diretta con il contenuto fiscale in discussione.

