L’Agenzia delle entrate ha esaminato l’applicazione del nuovo regime fiscale per i lavoratori impatriati, rispondendo a una domanda riguardante il rientro in Italia dopo un’aspettativa. Il nuovo regime, introdotto dall’articolo 5 del D.Lgs. n. 209/2023, si applica ai contribuenti che trasferiscono la residenza fiscale in Italia a partire dal periodo d’imposta 2024.
Le principali condizioni per beneficiare della nuova normativa includono:
1. I redditi generati in Italia (lavoro dipendente, assimilato o autonomo) concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50%, con un limite annuo di 600.000 euro.
2. Il lavoratore deve avere la residenza fiscale in Italia per il periodo richiesto e non deve essere stato residente in Italia nei tre periodi d’imposta precedenti.
3. È necessario possedere requisiti di elevata qualificazione o specializzazione.
Se il lavoratore riprende servizio presso lo stesso datore di lavoro (o gruppo) di quello estero, il periodo di permanenza all’estero necessario aumenta:
– A sei periodi d’imposta, se non era stato precedentemente impiegato in Italia per lo stesso soggetto.
– A sette periodi d’imposta, se era già stato impiegato in Italia per lo stesso soggetto.
A differenza del regime precedente, il nuovo quadro normativo consente l’applicazione del regime anche in caso di “continuità” con una posizione lavorativa verificatesi in Italia, incidendo solo sulla durata minima di permanenza all’estero.
Nel caso specifico analizzato, una dipendente bancaria rientra in Italia dopo un’aspettativa non retribuita all’estero, durante la quale si è registrata all’A.I.R.E. L’Agenzia nota che non c’è correlazione tra il datore di lavoro estero e quello italiano, il che implica che il periodo minimo di residenza all’estero necessario è di tre periodi d’imposta. Inoltre, il fatto che la dipendente fosse in aspettativa non retribuita prima di trasferirsi all’estero non influisce sui requisiti per accedere ai benefici fiscali.
Pertanto, la dipendente potrà beneficiare del nuovo regime fiscale a partire dal periodo d’imposta in cui trasferisce la sua residenza fiscale in Italia, a condizione che rispetti tutti gli altri criteri stabiliti dalla normativa.
In sintesi, il nuovo regime fiscale per i lavoratori impatriati rappresenta una significativa evoluzione rispetto alle disposizioni precedenti, mirata a incentivare il rientro di professionisti altamente qualificati in Italia, rendendo le procedure più accessibili e definendo chiaramente i requisiti richiesti. L’analisi condotta dall’Agenzia delle entrate evidenza l’importanza di comprendere le nuove norme e le loro applicazioni pratiche, affinché i lavoratori possano sfruttare appieno i benefici offerti dalla legislazione recente.

