Social APE: Guidelines from INPS

L’INPS ha fornito chiarimenti in merito alle disposizioni introdotte dalla Legge di bilancio 2026, riguardanti l’APE sociale, l’aumento dell’importo della maggiorazione sociale e l’estensione dell’incentivo al posticipo del pensionamento. L’INPS ha inoltre commentato sull’abolizione del comma 7-bis e la rimozione dell’ultimo periodo del comma 11 dell’articolo 24 del D.L. n. 201/2011.
 
La legge ha prorogato il periodo di sperimentazione dell’APE sociale fino al 31 dicembre 2026, permettendo alle persone di 63 anni e 5 mesi, che si trovano in una delle condizioni di difficoltà nel comma 179 dell’articolo 1 della Legge n. 232/2016, di accedervi. Questo beneficio non può essere cumulato con i redditi di lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli da lavoro occasionale fino a 5000 euro annui lordi.
 
L’importo della maggiorazione sociale per i pensionati in difficoltà economica è stato aumentato di 20 euro dal 1° gennaio 2026. Inoltre, il limite di reddito massimo oltre il quale il beneficio non è riconosciuto è stato aumentato di 260 euro. Questi aumenti vengono riconosciuti automaticamente ai beneficiari.
 
La legge estende l’incentivo al posticipo del pensionamento anche ai lavoratori dipendenti che maturano i requisiti per la pensione anticipata entro il 31 dicembre 2026. Questi includono lavoratori che hanno raggiunto i requisiti minimi per la pensione anticipata flessibile entro il 31 dicembre 2025 (62 anni di età e 41 anni di contributi), e quelli che raggiungono i requisiti minimi per la pensione anticipata entro il 31 dicembre 2026 (41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini).
 
Infine, l’articolo 1, comma 195, della Legge di bilancio 2026 ha abrogato il comma 7-bis e soppresso l’ultimo periodo del comma 11 dell’articolo 24 del D.L. n. 201/2011. Questi riguardavano la possibilità di includere una o più prestazioni di rendita di forme pensionistiche complementari per raggiungere l’importo richiesto per l’accesso alla pensione anticipata o alla pensione di vecchiaia e l’aumento di cinque anni dal 1° gennaio 2025 e di altri cinque anni dal 1° gennaio 2030 del requisito contributivo richiesto per la pensione anticipata.

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