Nel 2026, il credito IVA accumulato nel 2025 può essere compensato liberamente fino a 5.000 euro a partire dal 1° gennaio. Per l’importo superiore, la compensazione è possibile solo dal decimo giorno successivo all’invio della dichiarazione IVA 2026, effettuabile dal 1° febbraio al 30 aprile 2026, a condizione che la dichiarazione sia provvista di visto di conformità o della firma del revisore. Il credito 2024 rimane utilizzabile fino alla presentazione del nuovo IVA.
Ci sono esenzioni per le start-up innovative fino a 50.000 euro (con registrazione in una sezione speciale) e per i contributori “premiali ISA” fino a 70.000 euro, un limite che combina l’IVA annuale 2025 e i crediti trimestrali 2026. L’esenzione è applicabile anche a coloro che aderiscono al concordato preventivo biennale, ma potrebbe non essere valida in caso di ricalcolo ISA, cessazione o decadenza: per sicurezza, potrebbe essere comunque utile avere il visto.
Attenzione alle penalità per ruoli scaduti: oltre 1.500 euro scatta una sanzione, mentre oltre 50.000 euro l’F24 viene respinto.
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