Il Bonus Donne, una misura prevista dal Decreto Coesione, ha recentemente visto una proroga sino al 31 dicembre 2026 grazie alla legge di conversione del Milleproroghe. Questo incentivo offre uno sgravio totale dei contributi previdenziali a carico dell’impresa, esclusi i premi INAIL, fino a un limite di 650 euro al mese per ciascuna assunzione a tempo indeterminato di donne svantaggiate. Le lavoratrici interessate da questo provvedimento sono quelle senza un impiego regolare e pagato da almeno 6 mesi nelle regioni della ZES unica, o senza lavoro da almeno 24 mesi indipendentemente dal luogo di residenza, o ancora coloro che operano in settori in cui esiste un forte squilibrio di genere. L’incentivo ha una durata che può variare tra i 12 e i 24 mesi.
Le tipologie di lavoro che non rientrano in questo incentivo includono l’apprendistato, il lavoro domestico e quello intermittente, e le trasformazioni da contratti a tempo determinato. Per accedere al Bonus Donne, le aziende devono presentare un DURC in regola, rispettare i contratti collettivi di lavoro, dimostrare un incremento netto dell’occupazione e non aver effettuato certi tipi di licenziamenti.
Nonostante questa proroga, per il 2026 non esiste ancora un quadro operativo definito. Si sta infatti ancora attendendo l’autorizzazione dell’Unione Europea e nuove direttive dall’INPS. Inoltre, la presenza di un codice javascript inerente a Facebook non ha relazione con il contenuto dell’articolo e sembra essere irrilevante per la sintesi.

