Concordato preventivo biennale: senza correttivi sul rinnovo aumenta il rischio di abbandono

La rinnovazione del Concordato preventivo per il 2026-2027 rischia di causare un fuggi fuggi dei contribuenti che erano gia attivi nel precedente accordo del 2024-2025. Infatti, una nuova regolamentazione ha posto un tetto alle proposte di reddito concordato per i contribuenti con un rating di affidabilità elevato, definendo limiti di 10, 15 o 25% in base al punteggio ISA.

Tuttavia, questa regolamentazione sembra favorire i nuovi aderenti, mentre rischia di penalizzare quelli che già erano accettati nel vecchio accordo e che, avendo ottenuto dei profitti contabili e fiscali, potrebbero trovarsi a dover accettare proposte di rinnovo con cifre molto più alte rispetto a quanto atteso.

Il problema deriva dal fatto che l’attuale sistema non collega la nuova proposta con quella accettata nel biennio precedente, ma la calcola in base agli ultimi dati dell’ISA e dei dati del 2025. Di conseguenza, si crea un circolo vizioso che solo apparentemente premia una maggiore affidabilità fiscale.

Per evitare tale problema, è necessario un emendamento che metta un tetto anche agli aumenti delle proposte di rinnovo.

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