A partire dal 1° gennaio 2026, è obbligatorio il collegamento tra i sistemi di pagamento POS e i registratori telematici (RT), nel momento in cui si verifica la certificazione dei corrispettivi. Questo significa che non sarà sufficiente ricevere pagamenti tramite carta di credito o di debito, ma sarà necessario mantenere una coerenza tra gli importi incassati attraverso il POS e i dati memorizzati e trasmessi dal RT.
Questo obbligo si applica a una varietà di commercianti, incluso il commercio al minuto (incluso venditori ambulanti), bar e ristoranti, negozi retail e artigiani che vendono direttamente al consumatore finale (ad esempio panettieri, pasticceri, falegnami con vendita diretta), oltre a coloro che utilizzano un RT digitale pur emettendo solo un numero limitato di documenti commerciali.
Sono esclusi da questo obbligo coloro che non sono tenuti ad avere un RT, coloro che certificano solo con fattura (ad esempio professionisti come commercialisti o dentisti) e le operazioni esentate dalla necessità di emettere uno scontrino. Tuttavia, questa esclusione non significa che i dati relativi ai POS non siano tracciabili. Infatti, queste informazioni arrivano comunque all’Agenzia delle Entrate tramite intermediari.
Negli esercizi commerciali che svolgono attività miste (come tabaccherie, edicole, sale giochi e scommesse) e nei casi in cui strutturalmente non si rientra nel campo d’applicazione dei RT, potrebbero sorgere differenze tra il totale registrato dal POS e i corrispettivi certificati dal RT. A partire dal 2026, sarà fondamentale essere in grado di ricreare e motivare queste differenze, utilizzando logica e documentazione di supporto, in caso di eventuali controlli.

