Il Consiglio dei Ministri ha dato il via iniziale all’approvazione di un decreto legislativo. Questo decreto comprende diverse provvedimenti inerenti alla direttiva UE 2024/1640, con l’obiettivo di modificare le regole che regolano l’accesso alle informazioni sulla proprietà effettiva presenti nel Registro delle imprese.
La finalità di tali cambiamenti è quella di potenziare le misure di prevenzione contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento al terrorismo. Questo sarà possibile attraverso controlli più efficaci sui proprietari di immobili e sulle strutture societarie.
Le informazioni saranno consultabili dalle autorità competenti tramite specifiche piattaforme digitali. Gli accessi, invece, da parte di banche, professionisti e intermediari saranno consentiti soltanto per scopi di verifica accurata dei clienti. Questi soggetti dovranno registrarsi e pagare le tasse di cancelleria.
Il decreto prevede anche la possibilità per giornalisti, università, entità del Terzo settore, ricercatori e qualsiasi soggetto con interessi economici verso una società, di ottenere l’accesso ai dati del Registro delle imprese. Tuttavia, questo sarà possibile solo se si può dimostrare un interesse legittimo, che sarà valutato da parte delle Camere di commercio.
Infine, il decreto punta a rafforzare le tutele per soggetti vulnerabili o esposti a rischi seri, introducendone di nuove.
Queste modifiche fanno parte di uno sforzo maggiore per aumentare la trasparenza e l’efficacia dei controlli sulle imprese, per prevenire abusi e attività illegali e per aumentare la sicurezza e la protezione dei soggetti vulnerabili.
(function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = “https://connect.facebook.net/en_GB/all.js”; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs); }(document, ‘script’, ‘facebook-jssdk’));
Questo estratto include un codice di programmazione informatica, apparentemente senza alcun legame con il contenuto precedente. Il codice sembra essere utilizzato per connettersi alla rete di Facebook, ma non è dato saperne l’uso specifico+ senza ulteriori informazioni.
Nel contenuto del decreto non vengono menzionati né social media, né specifiche questioni di privacy online legate a Facebook o altre piattaforme digitali. Probabilmente, il codice è stato incluso per errore o è rimasto da una versione precedente del testo.

