Nel campo del lavoro autonomo, i rimborsi spese non sono automaticamente esenti da imposte; questo dipende da come vengono indicati in fattura. Se un professionista addebita importi forfettari senza dettagli specifici o senza documentazione di supporto, questi importi vengono considerati come reddito professionale. Di conseguenza, contribuiscono alla formazione del reddito e, se pagati da un sostituto d’imposta, subiscono una ritenuta d’acconto del 20%. È diversa la situazione per i rimborsi analitici, ovvero quelli che possono essere ricostruiti dettagliatamente e che corrispondono esattamente alle spese sostenute per l’esecuzione di un incarico. Secondo le nuove normative sul lavoro autonomo, questi importi possono non rilevare ai fini del reddito professionale. Questa distinzione è diventata più importante dopo la riforma introdotta dal decreto legislativo n. 192/2024. L’Agenzia delle Entrate conferma un approccio rigoroso: criteri parametrici o forfettari, compresi alcuni rimborsi chilometrici, non sono sufficienti a garantire l’esonero fiscale. Lo script relativo a Facebook incluso nel testo non ha rilevanza nel contesto e può essere ignorato.

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Rimborsi spese per Professionisti, la prova conta: forfettari imponibili, analitici neutrali
Nel campo del lavoro autonomo, i rimborsi spese non sono automaticamente esenti da imposte; questo dipende da come vengono indicati
