Il Decreto Sanzioni (D.Lgs. 87/2024) apporta modifiche sostanziali al sistema di violazioni legate alla detrazione dell’IVA indebita, introducendo un sistema più complesso ma meno penalizzante in certi casi. In generale, quando un contribuente detrae un’imposta che non gli spetta, si applica una sanzione amministrativa pari al 70% dell’IVA indebitamente detratta. La novità più significativa riguarda i casi in cui l’errore è attribuibile al fornitore, ad esempio a causa di un’aliquota errata o dell’applicazione dell’IVA su operazioni esenti, non imponibili o non soggette a imposta. In tali situazioni, la sanzione per il cessionario o committente non è più calcolata in proporzione, ma è fissata tra 250 e 10.000 euro.
Però, è sempre da tenere presente che solo l’imposta effettivamente dovuta può essere detratta. La riforma chiarisce anche che le sanzioni specifiche sulla detrazione non sono applicabili se la stessa condotta ha già portato alla presentazione di una dichiarazione di fede, evitando in questo modo una doppia sanzione per lo stesso comportamento.
Il testo secondario apparentemente si riferisce a un codice di incorporamento per un plugin Facebook, che non è pertinente al contenuto principale da riassumere. Non è necessario includerlo nella sintesi.

