Oggi, per le società soggette a revisione legale obbligatoria, coesistono due procedure per rettificare gli errori contabili. La prima, introdotta dal Dl 73/2022, ha concesso una rilevanza fiscale alle correzioni contabili eseguite seguendo i principi contabili stabiliti nell’anno di imputazione, senza imporre variazioni fiscali o dichiarazioni integrative ai soggetti coinvolti in una derivazione rafforzata. Successivamente, la Legge 197/2023 ha ridotto l’ambito di applicazione di questa regola, limitandola ai soggetti con un bilancio che è sottoposto a revisione, sia obbligatoria che volontaria, nell’esercizio contabile in cui l’errore è stato corretto.
Tuttavia, un cambiamento ulteriore è stato introdotto con il Dlgs 192/2025, che ha posto altre restrizioni sul regime. A partire dal 2025, il regime sarà applicabile solo a errori contabili non rilevanti e solo per soggetti con revisione obbligatoria, a condizione che la correzione avvenga prima dell’approvazione del bilancio successivo e prima che siano noti eventuali controlli fiscali formali. In ogni altro caso, anche per le società soggette a revisione obbligatoria, continuerà a essere applicabile la procedura tradizionale: la rettifica sarà neutralizzata nel bilancio e saranno inviate dichiarazioni integrative.
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In sintesi, le normative per la correzione degli errori contabili per le società soggette a revisione legale obbligatoria sono cambiate nel corso del tempo, con la rilevanza fiscale delle correzioni che viene riconosciuta o limitata a seconda del contesto. Dal 2025, sarà applicata una restrizione ulteriore, con la procedura tradizionale che rimarrà applicabile in molti casi. Il sito è anche collegato a Facebook per funzionalità aggiuntive.

