Il decreto legge (Dl) n. 42/2026 prevede misure decisive per il credito d’imposta Transizione 5.0, per le aziende che sono rimaste escluse in seguito all’esaurimento delle risorse annunciato dal MIMIT nel novembre 2025. Questo intervento è arrivato dopo le critiche rivolte al primo ristoro proposto dal Dl 38/2026, che ammontava soltanto al 15,75% della spesa ammissibile.
Il nuovo decreto ha incrementato in modo considerevole il beneficio, portandolo all’89,77% del vantaggio originariamente richiesto. Ciò equivale al 40,3965% della spesa agevolabile. Vi è stata anche un’espansione delle risorse disponibili per il 2026, che sono aumentate a 1.302,3 milioni di euro, rispetto ai precedenti 537 milioni.
Sarà compito del GSE comunicare il credito entro il 30 aprile 2026 e questo potrà essere impiegato in compensazione tramite il modello F24 entro il 31 dicembre 2026, senza i soliti limiti alle compensazioni.
Il decreto introduce un contributo supplementare per gli investimenti effettuati in impianti da fonti rinnovabili destinati all’autoconsumo, sistemi di accumulo e certificazioni tecniche. Segnaliamo che sono previsti stanziamenti anche per il 2027 e il 2028.
Il frammento di codice alla fine del testo originale non si riferisce al contenuto del decreto e non è stato incluso nella traduzione. Si ritiene che possa essere un frammento di codice per collegare un sito web a Facebook.
Nel complesso, il Dl 42/2026 rappresenta un passo avanti significativo per le aziende che cercano di beneficiare del credito d’imposta Transizione 5.0. Con l’introduzione di questa normativa, le aziende hanno adesso a disposizione risorse maggiori e condizioni più favorevoli per investire in tecnologie rinnovabili e sostenibili.

