Durante l’esame del Decreto Legislativo di conversione n. 38/2026, il Senato ha approvato un emendamento che modifica le norme IVA relative alle permutazioni e ai pagamenti. Questa modifica riguarda la determinazione della base imponibile quando i beni o servizi, anziché il denaro, rappresentano il corrispettivo. Il nuovo testo supera l’uso automatico del valore normale o dei costi come base, determinando invece che il valore contrattuale definito dalle parti coinvolte sia la base imponibile.
I costi rimangono un parametro di controllo. Si presume che il valore contrattuale non sia inferiore ai costi totali, a meno che non ci siano valide ragioni economiche che giustifichino un importo inferiore. Pertanto, per le imprese e i professionisti, diventa fondamentale redigere contratti chiari e documentare qualsiasi variazione.
Questa regolamentazione si applica ai contratti stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2026, proteggendo le pratiche precedenti senza richiedere rimborsi o rettifiche. La modifica legislativa comporta un’attenzione più marcata alla redazione e alla gestione dei contratti, così come all’analisi dei costi.
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