Il contributo analizza il recente decreto attuativo riguardante l’iper-ammortamento 2026, mettendo in luce l’aumento sostanziale degli obblighi imposti alle aziende rispetto ai precedenti benefici fiscali della Transizione 4.0 e 5.0. A differenza dei precedenti, il nuovo sistema include cinque comunicazioni distinte al GSE: una preventiva, una di conferma con acconto, una al completamento dell’investimento, e due comunicazioni annuali per il monitoraggio.
L’autore evidenzia che, per quanto riguarda le procedure, sono diventate più complesse e potrebbero portare a discrepanze temporali tra l’ammortamento ordinario e quello agevolato.
Il contributo pone un’attenzione speciale sulle certificazioni richieste. Fra queste figura la perizia tecnica asseverata e la certificazione delle spese a carico del revisore legale. Un ulteriore aspetto da considerare è che è stata eliminata la procedura semplificata per i beni al di sotto di 300.000 euro, una disposizione che in passato permetteva al legale rappresentante di auto-dichiararsi.
Nell’articolo si riflette sul crescente peso burocratico imposto dalla nuova disciplina. Nell’analisi si avverte un tono critico rispetto alle nuove procedure da adottare per l’iper-ammortamento 2026. L’aumento degli adempimenti richiesti alle aziende, le procedure più complesse, l’eliminazione della procedura semplificata per beni inferiori a 300.000 euro rappresentano, secondo l’autore, un onere burocratico più pesante per le aziende. In altre parole, le nuove disposizioni rappresentano una sfida nella gestione di tempistiche, certificazioni e procedure da parte delle aziende.

