L’esenzione IMU per gli immobili merce delle imprese edili è ancora soggetta ad interpretazioni rigorose da parte della giurisprudenza e dell’amministrazione finanziaria. Per godere di questa agevolazione, le proprietà devono essere permanentemente destinate alla vendita e non possono essere affittate. La classificazione contabile appropriata tra le attività correnti è un aspetto fondamentale, in quanto è considerata una prova della destinazione commerciale del bene.
Le recenti decisioni della Corte di Cassazione hanno confermato che anche un affitto temporaneo può risultare nella perdita dell’esenzione per l’intero anno fiscale, poiché interrompe l’obiettivo esclusivo di vendita della proprietà. Tuttavia, ci sono punti di vista più favorevoli ai contribuenti, che riconoscono l’esenzione per i mesi in cui la proprietà è rimasta effettivamente invenduta e non affittata.
Tale incertezza interpretativa causa particolari problemi operativi, in particolare durante i periodi di lentezza del mercato immobiliare. Durante questi periodi, le imprese prendono in considerazione l’affitto temporaneo delle proprietà invendute al fine di ridurre i costi di gestione.

