Vademecum Confartigianato: azioni da adottare nella fase 2



Confartigianato ha predisposto un vademecum con indicazioni pratiche, utili agli artigiani e alle PMI per prepararsi alla cosiddetta Fase2, la ripartenza per step.

In particolare, sono 5 le priorità sulle quali l’imprenditore dovrà concentrare la propria attenzione per fronteggiare l’emergenza da Coronavirus:


1.garantire la continuità aziendale
2.valutare l’affidabilità della propria catena di approvvigionamento
3.provare ad assicurare la liquidità indispensabile a breve termine
4.riorganizzare il lavoro, laddove possibile, con strumenti di telelavoro e smart working
5. potenziare o iniziare ad approntare il sistema dell’e-commerce.


Queste azioni sono necessarie perché, quando la crisi sarà finita, si salveranno solo le aziende che hanno dimostrato resilienza e agilità nel rimodellare la strategia aziendale in vista delle incerte prospettive future, dato che l’attuale emergenza non si esaurirà al suo termine, ma lascerà un’eredità pesante sul modello organizzativo dell’azienda.
A causa dell’emergenza sanitaria che sta colpendo il ns paese e con le conseguenti restrizioni adottate dal Governo, le aziende stanno subendo interruzioni della catena di approvvigionamento e degli impegni di produzione. Ripercussioni significative si avranno anche nei comportamenti dei consumatori che impatteranno sul commercio al dettaglio, il settore immobiliare, l’industria manifatturiera e quella automobilistica.


Per aiutare ad affrontare queste sfide, le aziende dovranno effettuare le seguenti operazioni:
– valutare la liquidità a breve termine adottando una disciplina di monitoraggio del flusso di cassa che consenta di prevedere pressioni così da intervenire in modo tempestivo. È altresì importante mantenere una rigida disciplina sul capitale circolante, in particolare per quanto riguarda la raccolta di crediti e la gestione dell’accumulo di scorte;
– valutare i rischi finanziari e operativi e rispondere rapidamente, monitorando l’escalation dei costi diretti e il loro impatto sui margini complessivi dei prodotti, intervenendo e rinegoziando, ove necessario;
– monitorare le pressioni che potrebbero avere un impatto su alcuni dei loro clienti, fornitori, appaltatori o partner. Ciò è particolarmente importante per settori come quello automobilistico e farmaceutico, che dipendono fortemente da fornitori terzi;
– prendere in considerazione opzioni alternative per la catena di approvvigionamento. Le aziende che acquistano parti o materiali dai fornitori in aree significativamente interessate da COVID-19 dovranno cercare alternative. Tali rapidi spostamenti creeranno una capacità temporanea per soddisfare gli obblighi dei clienti.


Le attività pratiche da svolgere per difendere la continuità aziendale possono essere così riassunte:


– Scrupolosa attività di Credit Management: verificare l’ammontare e le scadenze dei crediti in essere vs.clienti (ove possibile contattandoli ai fini di avere elementi di valutazione in più) prefigurando una ipotesi sull’ammontare degli insoluti attesi.
– Valutare con precisione la liquidità aziendale.
– Onorare gli impegni ed in caso di oggettiva difficoltà avvisare il fornitore e negoziate nuove condizioni che sarete in grado di rispettare.
– Sospendere in modo tempestivo i costi non-core (non necessari per la sopravvivenza dell’azienda) e procedere anche con il recupero dei crediti, senza interrompere il pagamento dei fornitori essenziali.
– Richiedere al proprietario una riduzione temporanea del canone o altra soluzione agevolativa.


– Rinviare gli investimenti a lungo termine, spostare la decisione più avanti, e, ove possibile, occorre utilizzare la possibilità introdotta dal Decreto Cura Italia per le piccole medie imprese di congelare fino al 30 settembre 2020 le linee di credito in conto corrente, i finanziamenti per anticipi su titoli di credito, le scadenze di prestiti a breve, le rate di prestiti, i canoni in scadenza, le operazioni di leasing finanziario già concessi con la nuova “Sabatini”.
– Attivare gli ammortizzatori sociali (Cassa integrazione ordinaria, Cassa in deroga, FIS, FSBA) che impattano in modo positivo sulla liquidità aziendale.


SMART WORKING


Sino alla data del 31/7/2020 (DPCM 8/3/2020) è possibile attivare la modalità di lavoro smart working, anche in assenza di accordi individuali tra datore e dipendente, a condizione che vengano rispettati gli obblighi formativi in materia di sicurezza (scaricabile dal sito Inail e trasmesso al dipendente a mezzo di mail), nonché gli obblighi di comunicazione telematica attraverso l’apposita sezione disponibile sul sito Cliclavoro
A seconda del settore e dalle dimensioni aziendali, le imprese dovranno riorganizzare i team, riallocare le risorse e stabilire programmi e politiche di benessere dei dipendenti a supporto di un ambiente di lavoro sicuro.


PROTOCOLLI DI SICUREZZA


Laddove il telelavoro o accordi di lavoro flessibile non sono possibili perché le aziende devono avere lavoratori sul posto o in contatto diretto con i clienti, resta fondamentale fornire misure di prevenzione e protezione dal rischio contagio.
Occorre che le aziende prendano consapevolezza del tema e passino da un approccio basato sugli strumenti (guanti, mascherine e disinfettante) ad un approccio organizzativo, basato sulla adozione di protocolli di comportamento codificati e comunicati in modo chiaro ed esplicito tanto ai lavoratori quanto (nei prossimi mesi) al personale esterno che avrà accesso all’azienda. Le procedure di sicurezza da seguire devono essere chiare e adottate scrupolosamente da ogni lavoratore, anche e soprattutto perché, in caso di contagi in azienda, vi è il rischio di non poter continuare la propria attività.
A tal fine, il servizio Ambiente e Sicurezza ha predisposto una pagina web dedicata all’approfondimento della tematica https://www.apaconfartigianato.it/single-post/2020/03/12/Coronavirus-rischio- professionale-da-esposizione-virale dove sono disponibili i documenti (che diventeranno parte integrante del Documento di Valutazione del rischio aziendale) da scaricare e personalizzare per adempiere correttamente all’applicazione del protocollo sicurezza in tutte le sue fasi (dalla sanificazione dell’ambiente di lavoro alla distribuzione dei DPI ai lavoratori sino al loro corretto smaltimento).
II servizio Categorie ha inoltre sviluppato alcune indicazioni specifiche per tipologie di attività che combinate con gli strumenti precedenti forniscono un quadro utili per definire regole, comportamenti e strumenti.
https://www.apaconfartigianato.it/single-post/2020/03/12/DPCM-1132020-LE-INDICAZIONI-E-I-CHIARIMENTI-CATEGORIA-PER-CATEGORIA.





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