Regione Umbria: sostegno ai servizi socio-educativi per la prima infanzia pubblici e privati



In relazione alla grave situazione emergenziale conseguente al COVID-19, la Regione Umbria ha deciso di sostenere i Servizi socio-educativi per la prima infanzia pubblici e privati mediante un contributo economico riferito all’anno educativo 2019/2020 (Delibera n. 229 del 2020)

La Regione Umbria ha stanziato risorse straordinarie da destinare, attraverso i Comuni, al sostegno economico di strutture, sia private che pubbliche, che erogano servizi socio-educativi per la prima infanzia.
Per quanto riguarda le strutture private, i contributi saranno erogati alla strutture autorizzate sia in via provvisoria che definitiva. Ai fini della liquidazione del contributo in favore dei servizi socio-educativi privati e convenzionati i Comuni verificano che:
– le autorizzazioni al funzionamento non siano scadute; in caso contrario è necessario procedere al rinnovo prima dell’erogazione;
– il servizio beneficiario del contributo risulti attivo alla data del 15.12.2019, data di riferimento SIRSE.
I contributi previsti dalla regione sono ripartiti secondo i seguenti criteri:
a) Asili nido privati, 1.450,00 euro;
b) Sezioni integrate tra scuola dell’infanzia e nido privati, 1.050,00 euro;
c) Spazi gioco privati, 612,00 euro;
d) Nidi familiari, 514,00 euro;
e) Servizi socio-educativi sperimentali, 1.050,00 euro.
Con riferimento ai Servizi socio-educativi per la prima infanzia pubblici, invece, la regione Umbria ha previsto un contributo complessivo pari a 172.567,42 euro, distribuito ai Comuni in proporzione del 30% delle somme erogate con il Programma annuale del sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia per l’anno 2019.
Infine, in favore dei soggetti privati gestori dei servizi educativi per la prima infanzia che hanno un rapporto di appalto, convenzione o concessione con i Comuni, la Regione ha disposto che possono richiedere agli stessi il pagamento dei suddetti servizi per il periodo della sospensione causata dalle misure di contrasto dell’emergenza COVID-19, in misura pari a quanto iscritto nel bilancio preventivo del Comune.





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