Siglato il 21/4/2020, tra UNIC Concerie Italiane e il FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC-UIL, il protocollo per l’attuazione delle misure precauzionali e di contrasto alla diffusione del contagio da covid-19 negli ambienti di lavoro delle imprese del settore conciario.
UNIC Concerie Italiane unitamente a Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil con la definizione del presente Protocollo, che comprende ed integra quanto definito in data 15/4/2020 dalle stesse OO.SS. con Confindustria Moda, intendono implementare ulteriormente le misure di natura organizzativa, con l’obiettivo di coniugare la salute e la sicurezza nei posti di lavoro in vista della ripresa di tutte le attività economiche e produttive al termine del blocco previsto dal DPCM 10/4/2020.
Il presente Protocollo, opportunamente integrato con le misure specifiche per ogni contesto lavorativo, dovrà pertanto essere adottato in ogni impresa prima della ripresa delle attività produttive, assumendo la veste di “Protocollo aziendale”, per poi essere progressivamente aggiornato in base all’evolversi della situazione organizzativa anche in relazione alla diffusione del contagio stesso.
Nei casi in cui nelle imprese siano già stati adottati protocolli analoghi aventi il medesimo scopo, il Comitato Paritetico Nazionale, ne verificherà la coerenza con il presente documento.
Data la necessità di dover adottare rapidamente i Protocolli aziendali di regolamentazione per il contrasto e per il contenimento della diffusione del virus che prevedano procedure e regole di condotta, saranno coinvolte preventivamente le RSU presenti nei luoghi di lavoro o in assenza delle stesse, sarà favorito il confronto con le rappresentanze sindacali territoriali.
Nella fase attuale di blocco delle attività ai sensi del DPCM 10/4/2020, le aziende che ritengono di avere le prerogative per potersi avvalere della possibilità di continuare o riprendere l’attività con comunicazione al Prefetto ai sensi dell’art. 2, comma 3 del citato DPCM, lo comunicheranno preventivamente alla RSU o, anche per il tramite dell’Associazione territoriale, alle organizzazioni sindacali territoriali.
Per favorire l’implementazione delle misure organizzative e messa a regime delle indicazioni previste nel presente Protocollo, l’attività sarà avviata gradualmente, anche con un numero di addetti inferiore laddove necessario a quello normalmente in forza, agevolando il ricorso allo smart-working, per le funzioni per le quali l’organizzazione lo consente e ricorrendo per i lavoratori temporaneamente non in servizio agli ammortizzatori sociali, con meccanismi di rotazione.
Le parti si impegnano a favorire tra imprese e lavoratori la più ampia diffusione del presente Protocollo, che sarà oggetto di integrazioni e aggiornamenti, in funzione di nuove eventuali disposizioni emanate a livello Nazionale e/o Regionale che saranno da considerare prevalenti rispetto a quelle qui richiamate, qualora non coerenti. Eventuali aggiornamenti del Protocollo saranno pubblicati come revisioni successive.
Ove emergessero interpretazioni discordi sull’applicazione del Protocollo, il Comitato Paritetico Nazionale interverrà tempestivamente per definirne un’implementazione condivisa.
Le informazioni attualmente disponibili identificano due potenziali vie di trasmissione del COVID-19 tra soggetti: attraverso aerosol /goccioline respiratorie (“droplets”) o per contatto di superfici contaminate (in special modo le mani) con le mucose (occhi, naso, bocca).
Chiunque sia a stretto contatto (secondo le stime più prudenziali meno di 2 metri) con un soggetto che presenta sintomi respiratori (ad es. starnuti, tosse, etc.) è pertanto a rischio di esposizione a droplets potenzialmente infette. Tale rischio non è escludibile anche nel caso di soggetti “asintomatici”, che possano emanare droplets a rischio di infezione.
Per tale ragione, il livello del rischio cui un lavoratore può essere esposto in azienda dipende dal tipo di attività svolta e dalla possibilità di contatto con soggetti noti (o sospettati) di essere affetti da COVID-19.
L’attività delle aziende conciarie è considerabile, in generale, a basso assembramento sulla base della Tabella di riepilogo delle classi di rischio e aggregazione sociale diramata dalla Commissione governativa incaricata. Laddove le condizioni tecnico-organizzative siano tali da determinare condizioni di maggior rischio (frequenti contatti ravvicinati con altri colleghi o persone esterne), saranno adottate specifiche misure di prevenzione e protezione.
Ai fini della corretta ed efficace implementazione del Protocollo, il datore di lavoro definisce e assegna ruoli e responsabilità dedicate alla gestione del rischio da COVID-19, in collaborazione con il Comitato Aziendale previsto dal Protocollo del 14 Marzo.
Data la rilevanza dell’adozione di alcune misure prima della riapertura delle sedi aziendali per una maggior tutela dei lavoratori, quali l’informazione agli stessi, la pulizia e l’igienizzazione degli ambienti di lavoro, le stesse saranno effettuate secondo le procedure stabilite dal presente Protocollo prima della ripresa dell’attività ed anche successivamente alla stessa.
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