Credito d’imposta botteghe e negozi: più immobili appartenenti a diverse categorie catastali




08 SETT 2020 Il Fisco fornisce chiarimenti per la determinazione del credito d’imposta per botteghe e negozi in caso di contratto avente ad oggetto più immobili appartenenti a diverse categorie catastali (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 08 settembre 2020, n. 321).

Il decreto Cura Italia (art. 65, D.L. n. 18/2020) prevede un credito d’imposta, a favore dei soggetti esercenti attività di impresa, pari al 60% dell’ammontare del canone di locazione relativo al marzo 2020 di immobili rientranti nella categoria catastale C/1. Per poter beneficiare del credito d’imposta il locatario deve:
– essere titolare di un’attività economica, di vendita di beni e servizi al pubblico, oggetto di sospensione in quanto non rientrante tra quelle identificate come essenziali;
– essere intestatario di un contratto di locazione di immobile rientrante nella categoria catastale C/1.
La finalità della norma è quella di riconoscere, agli esercenti di attività di vendita al dettaglio che hanno dovuto sospendere l’attività, un parziale ristoro dei costi sostenuti per la locazione dell’immobile adibito all’attività al dettaglio e attualmente inutilizzato. Sono escluse le attività non soggette agli obblighi di chiusura, in quanto identificate come essenziali.
In coerenza con la finalità della norma, il credito d’imposta in esame matura a seguito dell’avvenuto pagamento del canone stesso e sono esclusi dall’agevolazione i contratti di locazione di immobili rientranti in altre categorie catastali, seppure con destinazione commerciale.
Precisamente, come si evince dal tenore letterale della norma, restano esclusi dal credito d’imposta i contratti di locazione di immobili rientranti nelle altre categorie catastali, anche se aventi destinazione commerciale, in quanto l’agevolazione riguarda esclusivamente botteghe e negozi.
Tanto permesso, nella fattispecie prospettata l’istante afferma di rivestire la qualità di conduttore in un contratto di locazione avente ad oggetto una pluralità di immobili appartenenti a diverse categorie catastali per i quali è previsto un canone di locazione unitario, solo due di questi immobili sono accatastati nella categoria catastale C/1.
Al riguardo il Fisco, afferma che la fruizione del credito d’imposta qui in esame, ferma restando la sussistenza dei requisiti necessari, è consentita esclusivamente in relazione ai due immobili censiti nella categoria catastale C/1 e che la parte di canone riferibile ai due immobili classificati come C/1 sarà determinato in proporzione alla rendita catastale attribuita agli stessi immobili.






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