La Corte costituzionale ha ribadito che le dichiarazioni di deputati e senatori esibite al di fuori delle sedi parlamentari, come sui social media, sono insindacabili per proteggere l’esercizio del loro mandato. Tali dichiarazioni devono essere qualificate come opinioni connesse alla funzione parlamentare e rispettose della dignità altrui. In una sentenza recente, la Corte ha respinto un conflitto tra il Tribunale di Milano e la Camera dei deputati riguardante delle affermazioni critiche fatte dal deputato Fidanza in un video su Facebook nel dicembre 2018. La Corte ha confermato che queste opinioni erano insindacabili in quanto espresse nell’esercizio delle funzioni parlamentari. La Costituzione garantisce ai parlamentari l’immunità per le opinioni espresse nell’esercizio del loro ruolo, anche se queste potrebbero scontrarsi con la dignità altrui. La Corte ha chiarito che il bilanciamento tra i vari interessi deve avvenire caso per caso, con un’attenzione particolare per le opinioni non strettamente connesse all’attività parlamentare. Infine, la Corte ha confermato che le dichiarazioni del deputato Fidanza rientravano nell’esercizio del suo mandato parlamentare, in quanto funzionali alla rappresentanza degli interessi generali.

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