Il Decreto Legislativo n. 131 del 16 settembre 2024, che fa parte delle disposizioni per l’attuazione di obblighi derivanti da atti dell’Unione Europea, ha apportato modifiche alla disciplina sanzionatoria dell’abuso di utilizzo dei contratti a tempo determinato. Questo intervento è stato motivato dalla procedura d’infrazione n. 2014/4231 dell’UE che ha ritenuto non sufficiente il recepimento nella normativa nazionale della direttiva che vieta la discriminazione dei lavoratori a tempo determinato e impone misure per prevenire e sanzionare l’abuso di tali contratti. Prima dell’intervento normativo, in caso di trasformazione di un contratto da tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato a seguito di abusi, il datore di lavoro era condannato a risarcire il lavoratore con un’indennità compresa tra 2.5 e 12 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento. Il decreto ha introdotto la possibilità per il giudice di stabilire un risarcimento superiore se il lavoratore dimostra di aver subito un maggior danno e ha abrogato la disposizione che prevedeva una riduzione dell’indennità massima in determinati casi.

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