Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha sostenuto che l’Occidente deve restare unito per affrontare le sfide poste da altri attori globali. Durante un discorso sul futuro delle relazioni transatlantiche, ha sottolineato la necessità di una politica energetica, industriale e commerciale condivisa, e di un dialogo costruttivo con Washington per rafforzare la cooperazione strategica nei settori dell’energia, della difesa, delle nuove tecnologie e dello spazio.
Urso ha affermato che l’Occidente non dovrebbe dividersi di fronte alla guerra della Russia in Ucraina e alla sfida competitiva della Cina, invece, occorre condividere scelte comuni. Ha enfatizzato inoltre l’importanza di ridefinire la politica industriale dell’Europa per garantire l’autonomia strategica e la competitività globale, attraverso l’adozione di un approccio realista, pragmatico e sostenibile che bilanci esigenze sociali, produttive e ambientali.
Urso ha esortato all’apertura di un nuovo dialogo transatlantico e alla risoluzione delle dispute commerciali. Ha menzionato la “tregua” in stile commerciale tra Messico, Canada e Panama come esempio della fattibilità di questo approccio. Ha aggiunto che l’Occidente deve agire rapidamente con visione strategica, non limitandosi a reagire ma prendendo iniziativa.
Urso ha parlato dell’importanza della Bussola sulla competitività, che considera un buon punto di partenza, in particolare per settori strategici come l’automotive, le industrie energetiche, la siderurgia e la chimica. Ha sottolineato la necessità di concretezza nel Clean Industrial Deal e di semplificare gli oneri per le imprese, soprattutto le PMI.
Infine, Urso ha posto l’accento sulle risorse finanziarie comuni, sostenendo che senza di esse, la Bussola per la competitività, il Clean Industrial Deal e il Piano Automotive rischiano di rimanere teorici.

