L’Agenzia delle entrate ha risposto a un’istanza presentata da un gruppo di soci e società riguardante la legalità di un’operazione di riorganizzazione aziendale. Gli istanti desiderano procedere con una scissione totale e asimmetrica della società, con l’obiettivo di risolvere dissidi interni e facilitare il passaggio generazionale, mantenendo la neutralità fiscale e senza creare vantaggi fiscali indebiti.
Secondo i richiedenti, la scissione non comporterà alcuna rettifica dell’IVA e non è preordinata ad attività successive non inerenti all’impresa. L’Agenzia delle entrate, sotto il profilo antiabuso, conferma che l’operazione è fiscalmente neutrale, ma i plusvalori dei beni trasferiti concorreranno al reddito secondo le regole vigenti.
Per evitare profili elusivi, è fondamentale che la scissione sia finalizzata alla continuazione dell’attività imprenditoriale da parte di tutte le società coinvolte, con l’impiego delle risorse finanziarie in modo strumentale all’attività d’impresa. È importante che nessun asset societario sia impiegato per fini personali o familiari e che non ci siano flussi finanziari non correlati all’attività imprenditoriale.
L’Agenzia ritiene che l’operazione di riorganizzazione sia legittima a condizione che siano rispettate tutte le condizioni stabilite e che la composizione del patrimonio netto destinato alle società beneficiarie rifletta la natura di capitale e/o di riserve di utili della società scissa prima della scissione.

News Fisco
Lavoratori impatriati: come il cambio di residenza influisce sulla tassazione favorevole
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello del 11 marzo 2026, ha fornito chiarimenti sul regime speciale per i lavoratori
