Sono stati introdotti due nuovi strumenti operativi per supportare i beneficiari e gli operatori dell’Assegno di Inclusione (ADI), nell’attuazione del percorso riservato ai nuclei con membri con obbligo di attivazione lavorativa e sociale. Per accedere e mantenere questa misura, i beneficiari dell’ADI devono seguire un percorso di attivazione e, se previsto, rispettare gli impegni stabiliti nel Patto per l’Inclusione Sociale (PaIS) e nel Patto di Servizio Personalizzato (PSP).
Questi impegni si differenziano in base alle necessità e alle capacità dei singoli, identificate attraverso un’analisi multidimensionale. Quest’ultima individua quattro tipi di percorsi, ognuno con relative responsabilità:
1. Obbligo di attivazione lavorativa e sociale: i beneficiari devono intraprendere attività specifiche volte a migliorare le proprie competenze lavorative e sociali, come la formazione professionale o il volontariato.
2. Facoltà di attivazione lavorativa e sociale: i beneficiari hanno la possibilità, ma non l’obbligo, di coinvolgersi in attività lavorative e sociali.
3. Facoltà di attivazione del Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL): i beneficiari possono scegliere di usufruire di supporto specifico per la formazione e il lavoro, come corsi di formazione o assistenza nella ricerca di lavoro.
4. Obbligo di attivazione sociale e facoltà di attivazione lavorativa: i beneficiari sono tenuti a partecipare a attività sociali, ma hanno la scelta se impegnarsi o meno in attività lavorative.
È importante evidenziare che, per mantenere il beneficio dell’ADI, i beneficiari devono impegnarsi in modo continuativo e rispettare gli impegni presi. Questi strumenti sono stati sviluppati al fine di facilitare l’applicazione del percorso da parte sia dei beneficiari che degli operatori dell’ADI. I beneficiari hanno così la possibilità di personalizzare il proprio percorso di inclusione, in base alle proprie capacità e necessità, con il supporto degli operatori dell’ADI.

