La Legge n. 76 del 2025, denominata “Disposizioni per la partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese”, è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale il 26 maggio 2025. Questa legge è una realizzazione pratica dell’articolo 46 della Costituzione della Repubblica Italiana. La legge si propone di regolare la partecipazione gestionale, economica, finanziaria, organizzativa e consultiva dei lavoratori all’organizzazione, ai risultati e ai profitti, oltre alla proprietà delle imprese.
La legge permette che gli statuti delle aziende prevedano la partecipazione dei lavoratori nei consigli di gestione e nei consigli di sorveglianza, a seconda del sistema utilizzato dall’impresa. I lavoratori rappresentati in questi consigli hanno voce in materia di decisioni aziendali. Questo è possibile solo se previsto dai contratti collettivi.
La legge prevede anche una distribuzione di utili per i lavoratori fino al 10% del totale. Questa parte dei guadagni è soggetta ad un’imposta sostitutiva con un limite di 5.000 euro lordi. Inoltre, i piani di partecipazione finanziaria dei lavoratori dipendenti possono essere previsti. Ad esempio, nel 2025, i dividendi derivanti da azioni assegnate come premi di risultato, per un importo non superiore a 1.500 euro annui, sono esentasse per il 50% del loro valore.
Per quanto riguarda l’organizzazione, è possibile istituire commissioni paritetiche, che hanno il compito di elaborare proposte di piani di miglioramento e di innovazione dei prodotti, dei processi di produzione, dei servizi e dell’organizzazione del lavoro. In aggiunta, le RSU e le RSA (Rappresentanze Sindacali Unitarie e Rappresentanze Sindacali Aziendali) possono essere consultate preventivamente riguardo alle decisioni aziendali.
L’applicazione della legge si estende anche alle società cooperative, ove possibile. Infine, la legge istituisce la Commissione Nazionale Permanente per la Partecipazione dei Lavoratori presso il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), un organo consultivo delle Camere e del Governo sugli aspetti economici e sociali.

