Taglio Irpef 2025: aumento delle tasse a causa dell’ “effetto scivolamento fiscale”

Il taglio dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (Irpef) implementato nel 2024, che ha ridotto i livelli di tassazione da quattro a tre e ha introdotto nuove detrazioni e bonus per i dipendenti, non ha effettivamente alleviato la pressione fiscale. Questo è quanto riportato dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio, secondo il quale l’imposta è diventata più sensibile all’inflazione. Secondo l’analisi, un’inflazione del 2% comporta un aumento del prelievo di circa 370 milioni di euro, pari a un incremento del 13%. Questo fenomeno, noto come “fiscal drag”, colpisce in particolar modo i lavoratori dipendenti, in quanto erode il loro potere d’acquisto e li espone al rischio di entrare negli scaglioni di tassazione superiori semplicemente a causa dell’aumento dei salari nominali. Il consiglio dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio è di indicizzare i livelli di tassazione e le detrazioni all’inflazione per prevenire queste situazioni.

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