Nel maggio 2025, l’inflazione in Italia ha subito una frenata, con l’indice NIC che è salito del +1,6% su base annua, marcatamente in calo rispetto ad aprile, quando era del +1,9%. È stata riscontrata una lieve crescita nei prezzi dei beni alimentari, per la casa e la persona (+2,7%), mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto hanno registrato una decelerazione (+1,5%). Tale rallentamento è attribuito principalmente alla riduzione dei prezzi energetici e dei trasporti. L’inflazione di fondo è scesa a +1,9%. Altri indicatori, l’IPCA e il FOI, segnano rispettivamente +1,7% e +1,4% su base annua. Restano come fattori di rischio le oscillazioni nei prezzi energetici e l’instabilità geopolitica. L’inflazione acquisita per il 2025 è fissata a +1,3%.
In conclusione, le tendenze inflazionistiche si sono ammorbidite nel maggio 2025. Le variazioni dei prezzi mostrano un moderato incremento per i beni di consumo, mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto evidenziano una decelerazione. Le diminuzioni dei prezzi energetici e dei trasporti sono i principali contributori a questa ritirata. Tuttavia, la situazione resta delicata a causa della volatilità dei prezzi energetici e dell’instabilità geopolitica. Nel complesso, la previsione dell’inflazione per l’anno 2025 indica un livello del +1,3%.
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